Una giornata storica e ricca di emozione ha segnato il 6 dicembre scorso a Monteleone. Con una sentita partecipazione di fedeli e autorità, e alla presenza dell’Arcivescovo Renato Boccardo, la Chiesa di San Francesco è stata ufficialmente riaperta al culto, dopo gli importanti lavori di consolidamento statico.

L’aria si è riempita di gioia e commozione quando, dopo lunghi anni di silenzio, le campane della Chiesa sono tornate a suonare, chiamando a raccolta la comunità per la solenne Messa inaugurale. È stato particolarmente toccante vedere numerosi giovani entrare per la prima volta, meravigliati dalla storia, dall’arte e dalla ricchezza custodita tra quelle mura, un pensiero non poteva non andare al decano di Monteleone, l’amato Don Angelo Corona.

Dalla profonda omelia dell’Arcivescovo, tema poi ripreso dal parroco Don Canzio, è emerso un monito fondamentale: sebbene il restauro di edifici storici come San Francesco sia di grande valore artistico e culturale, è indispensabile che “queste belle pietre” siano poi abitate e vissute da una comunità solidale, coesa e attiva. Un appello diretto a tutti i cittadini e alle Associazioni di Volontariato del territorio ad essere “pietre vive” del tessuto sociale.

Un ringraziamento speciale va rivolto all’Amministrazione Comunale per il contributo cruciale, ai funzionari del Fondo Edifici di Culto del Ministero degli Interni e a tutte le maestranze che hanno lavorato alacremente.

E la buona notizia non finisce qui: da un’indiscrezione si apprende che sono in procinto di iniziare anche i lavori di restauro dell’antica Pieve di Santa Maria de Equo a Ruscio.
Insomma, Monteleone ha celebrato una bellissima giornata di fede, arte e rinnovata speranza per il futuro della sua comunità.
