Nel recente incontro del 23 agosto scorso, quando avemmo l’onore di ospitare nel nostro Ruscio una delegazione di “Terre di pietra e d’acqua” nell’ambito della tappa IT.A.CÀ Valnerina e Valle Spoletana 2025, l’amico Sandro Sabatini ha fatto dono all’Archivio della Memoria di Ruscio di un reperto particolarissimo.

Questo oggetto, recuperato dalla famiglia di Gina Urbani di Santa Anatolia di Narco, ci riporta a un evento cruciale della Resistenza in Valnerina. Ricordiamo ancora con gratitudine l’intervento del Segretario della Pro Loco di Mucciafora, Silvia Bartocci, nel corso dei nostri incontri estivi “Ruscio Cultura” che ci ha raccontato dell’eccidio di Mucciafora accaduto dopo 3 giorni dall’evento che ci apprestiamo a rievocare.
Il 27 ottobre 1943 avviene un conflitto a fuoco in Valdinarco tra militari tedeschi e partigiani della “Melis”; sulla dinamica di questa azione di guerriglia le varie testimonianze scritte sono sostanzialmente concordi.
“Mentre una squadra di partigiani della Melis con gli ufficiali Pucci della Genga, Vecchi, Valentini e Sorbi è in attesa presso la stazione di Sant’Anatolia del trenino con i rifornimenti per la banda, un automezzo tedesco in transito sulla rotabile della Valnerina si arresta in località Palombara per catturare alcuni prigionieri alleati in fuga verso il sud. I partigiani aprono il fuoco. Nella sparatoria vengono uccisi tre militari della Wehrmacht, tra cui un maggiore, mentre il tenente Otto Müller, ferito, viene catturato: dall’automezzo vengono prelevati armi, munizioni e denaro; gli ex prigionieri alleati vengono liberati. Il sopraggiungere di un altro automezzo germanico con numerosi militari provoca una nuova scaramuccia che induce i partigiani alla ritirata. Nella sparatoria del 27 ottobre rimane uccisa accidentalmente una donna di Grotti presa tra due fuochi.”
[Cfr.Ubaldo Santi, La Resistenza a Spoleto e in Valnerina 1943-1944, Nuova Eliografica Spoleto 2004]
L’oggetto in questione e’ un fornello da campo alimentato a paraffina, è stato recuperato dalla famiglia di Gina Urbani nelle fasi successive dello scontro armato.
E’ stato donato da Gina Urbani che si è spenta nel 2003 a S.Anatolia di Narco all’età di 93 anni a Sandro Sabatini nel 2002, che, con grande generosita’ ne ha fatto dono all’Archivio della Memoria di Ruscio.
Da una serie di riscontri e di ricerche su internet, siamo risaliti alla provenienza dell’oggetto.
Si tratta di un Il Fornello Hurlock in dotazione dell’esercito britannico, ideato dallo statunitense William Hurlock Junior prima della guerra, scelto per la sua estrema praticità d’uso come fornello da campo.
Il fornello ha un serbatoio in ottone per la paraffina che può contenere circa 850 ml di carburante; una pompa e un punto di riempimento si trovano sulla parte superiore del serbatoio. La pompa veniva utilizzata per pressurizzare il combustibile, in modo che potesse arrivare in modo efficiente al bruciatore. E’ dotato di supporti per stabilizzare il fornello quando si usano pentole grandi, che si piegano sotto il serbatoio per essere riposte.
Il fornello donatoci e’ accompagnato da una scatola di metallo, con riportata la dicitura “TOP” sul coperchio per indicare il corretto trasporto per evitare fuoriuscite di combustibile.
Dal sito di un collezionista inglese consultato [https://hatchfive.wordpress.com/2015/12/19/hurlock-stove/] scopriamo, inoltre, che negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, furono venduti come surplus e divennero popolari tra i campeggiatori nel primo dopoguerra.
Ringraziamo l’amico Sandro Sabatini per averci donato questo oggetto e soprattutto per aver ritenuto il nostro Archivio idoneo a garantirne la conservazione.
Questo cimelio e gli altri oggetti custoditi dall’Archivio della memoria di Ruscio rappresentano una sorta di “ponte” tangibile con il nostro passato e possono stimolare nelle nuove generazioni il desiderio di scoprire la storia dei nostri territori.
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