Riportiamo l’articolo pubblicato ieri 29 Luglio 2025: davvero una buona notizia…

(ANSA) – PERUGIA, 29 LUG – “Il ministero della Cultura affianca il Comune di Monteleone di Spoleto nella richiesta diplomatica di restituzione della biga”: è quanto riferisce la sindaca del Comune umbro, Marisa Angelini, spiegando che si è tenuta una videoconferenza tra i rappresentanti del ministero-direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio – e lo stesso ente locale per dare seguito alle decisioni assunte dal Comitato per il recupero e la restituzione delle opere italiane dall’estero, riunitosi lo scorso 10 giugno.
Il comitato, che coinvolge diversi organismi tra cui l’Avvocatura dello Stato, rappresentata dall’ufficio legislativo ed il capo dipartimento tutela, “ha deliberato – spiega ancora Angelini – di affiancare ufficialmente il Comune nella sua azione diplomatica per la restituzione della biga di Monteleone”, attualmente conservata presso il Metropolitan Museum of Art di New York.
I funzionari del servizio IV-direzione generale del ministero della Cultura, “hanno confermato l’indirizzo unanime del Comitato ad avviare azioni congiunte e diplomatiche per la restituzione volontaria dell’importante reperto archeologico”.
Le conclusioni scaturiscono da un’attenta disamina dei documenti storici forniti dallo stesso Comune che evidenzierebbero “la cattiva fede all’epoca dell’acquisizione della biga, considerata un’opera di valore identitario, senza eguali nello studio delle civiltà italiche antiche”.
L’avvocato italo-americano Tito Mazzetta, da anni impegnato al fianco del Comune nella tutela del diritto alla restituzione, ha espresso “grande soddisfazione per l’importante avallo del comitato”.
“Oggi – ha sottolineato la sindaca di Monteleone di Spoleto – viviamo un momento storico: la diplomazia culturale può finalmente riscrivere una pagina di giustizia, riportando a casa un simbolo insostituibile della nostra storia”.
La biga etrusca fu scoperta casualmente nel 1902 da un contadino nella tomba di un notabile sabino. Fu poi venduta per pochi soldi e, di mano in mano, arrivò dapprima a Parigi e di qui negli Stati Uniti dove ora è esposta al Metropolitan Museum di New York. Da oltre 20 anni il Comune umbro sta portando avanti una battaglia per dimostrare che questo reperto sarebbe stato esportato nel 1902-1903 con metodi e modalità che avrebbero aggirato le leggi italiane. (ANSA).
