Oggi, 29 ottobre, il Corriere dell’Umbria pubblica il seguente articolo!

di seguito la versione testuale:
Studenti alla riscoperta della miniera di Ruscio
Monteleone di Spoleto Il Fidati al lavoro per riportare alla luce la storia del Campo 117
di Rosella Solfaroli
Gli studenti riscoprono il “Campo 117” della miniera di Ruscio. Un viaggio nella memoria che trasforma la storia dei libri in un’esperienza concreta e toccante. A Ruscio, frazione del comune di Monteleone di Spoleto, i ragazzi dell’Istituto omnicomprensivo “Fidati” sono al lavoro per riportare alla luce la pagina dimenticata dell’antica miniera di lignite che, durante gli anni della Seconda guerra mondiale, divenne il Campo di lavoro numero 117.
Un progetto dal forte valore didattico e civile che ha visto scendere in campo una rete sinergica composta dalla Pro Loco di Ruscio, dalla Regione Umbria e dall’Isuc (Istituto di storia contemporanea dell’Umbria contemporanea), insieme al patrocinio del Cedrav (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica della Valnerina) e dei Comuni di Monteleone di Spoleto e di Cascia.
Grazie a questa iniziativa, gli studenti sono passati dal piano teorico a quello pratico, toccando con mano i luoghi e le fonti d’archivio. Il percorso si è focalizzato sulla rievocazione del Campo 117, un sito dove gli internati civili venivano destinati ai lavori forzati per l’estrazione della lignite, un minerale essenziale per l’economia di guerra e per la successiva ricostruzione. Il valore dell’opera svolta in questo sito non si fermò infatti con il conflitto. Subito dopo la guerra, la lignite estratta a Ruscio fu impiegata per alimentare una fabbrica a Roma destinata alla produzione dei mattoni necessari a ricostruire le abitazioni distrutte dai bombardamenti.
“Si tratta di un’attività didattica supportata da documentazione storica rigorosa – ha detto la sindaca di Monteleone di Spoleto, Marisa Angelini – per studiare le nostre miniere risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo principale è far capire ai giovani quanto sia stato faticoso lavorare in questi luoghi per l’estrazione della lignite e quanti giovani vi abbiano perso la vita. Il progetto rappresenta un ponte fondamentale tra passato e futuro – conclude – dimostrando come la memoria storica locale possa trasformarsi in un potente strumento di crescita e consapevolezza per i cittadini di domani”.
