IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
I ritrovamenti archeologici di Pie di Immagine
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2018
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
Don Biagio Peroni E-mail
La Barrozza - Estate 2001 - anno X n. 2
Scritto da Don Angelo Corona   

Dal libro "Monteleone e i suoi figli ", che Don Angelo CORONA ha dedicato "ai giovani di Monteleone perché investendo tanta preziosa eredità trovino anch'essi un posto nelle pagine future" (migliore augurio difficilmente avrebbe potuto fare il nostro Parroco), riportiamo il passo dedicato alla figura di Don Biagio Peroni, fondatore della Chiesa di Maria dei Sette Dolori (Madonna Addolorata) di Ruscio.
 
Don Biagio Peroni nacque nel 1707, morì a 87 anni il 2 gennaio 1794. Nell’atto di morte (pag. 162 del libro dei defunti) è contenuta la sintesi della sua vita.

Fu per molti anni vice curato della parrocchia di San Nicola fungendo da cappellano di Ruscio, prima nella chiesa di Sant' Antonio poi in quella dell' Addolorata. Per alcuni anni fu anche cappellano di Trivio.
I meriti eminenti di Don Biagio furono due: fondazione della chiesa dell'Addolorata e fondazione insieme a suo fratello Gregorio, dell'Opera Pia dell'Addolorata e del Legato Peroni.

Nella prima metà del 1700 nella nostra zona era molto sentita la devozione della Madonna Addolorata. Vi contribuirono due fatti importanti: la predicazione di Don Mattia Amadio, parroco di Mucciafora e il suo miracolo delle lacrime scaturite dal quadro della Madonna che lo stesso Don Mattia portava con sè nel 1735 predicando una missione a Norcia. Ho trovato nei registri parrocchiali che Don Mattia predicò un quaresimale a Monteleone nel 1735. Un'altra volta lo trovo come padrino per un battesimo. Quindi frequentava questi paesi.

La predicazione di Don Mattia e soprattutto il miracolo di Norcia avranno fortemente influito su l' animo di Don Biagio e sulla sua decisione di costruire la chiesa di Maria dei Sette Dolori. Tale costruzione si può datare intorno agli anni 1750-1760. Nell' atto di morte (1794) è detto: "da alcuni anni fondatore e costruttore della venerabile chiesa".

L'altro titolo di Don Biagio fu l'istituzione dell'Opera Pia dell' Addolorata e del Legato. Esistono quattro quadernetti manoscritti datati 2-5-1866, contenenti i beni dell'Opera Pia dell'Addolorati di Ruscio ed il Legato di Don Biagio e Gregorio Peroni.
Riporto il testo della Fondazione dell'Opera Pia e del Legato.

"Istitutori dell'Opera Pia e dell'Addolorata di Ruscio furono i signori Don Biagio Prete e Gregorio, fratelli Peroni, che legarono tutti i loro beni alla Chiesa dell'Addolorata, espressamente volendo che dalle rendite cumulativamente prese di detti beni si soddisfacesse in ogni anno ai legati che qui sotto si noteranno.

Primo tra questi è il mantenimento di un sacerdote cappellano colla ingiunzione della messa quotidiana colla elemosina di £. O.798 per ogni messa e di due Settenari precedenti le due annue festività dell'Addolorata (Venerdì di Passione e del 15 dicembre)".

I medesimi disposero che dall'insieme delle rendite si prelevasse la somma prevista da impiegarsi nel mantenimento delle fabbrica della Chiesa e casa annessa per uso del cappellano, per provvedere agli arredi sacri, di casa e di tutt'altro occorrente al culto, alla sacrestia ed infine per provvedere allo emolumento del sacrestano custode della chiesa. I predetti legatari Peroni ordinarono altresì che, prelevata la spesa di culto e di amministrazione, con gli annui sopravanzi della rendita provenienti dai beni legati si dovesse mantenere un alunno povero del comune di Monteleone nel seminario vescovile della diocesi pagandone annualmente la dozzina ed, in mancanza di detto alunno, assegnare annualmente a una povera ed onesta zitella dello stesso comune una dote prefissata.

Sempre dall'atto di morte veniamo a sapere che fu lungamente malato (diuturna infirmitate), confortato molte volte dai Sacramenti, che il funerale si celebrò nella chiesa parrocchiale di San Nicola, che furono dati al parroco i compensi dovuti e che il suo corpo fu traslato nella stessa chiesa (Santa Maria dei Sette Dolori) e "li fu donato come un patrono nella tomba che si era costruita". Questo atto è un condensato di vita onerose e buona. E così lo vogliamo conoscere e ricordare anche noi.

 
< Prec.   Pros. >