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Lettera aperta ai ragazzi del "Campetto" E-mail
La Barrozza - Natale 1994 - anno III n.3
Scritto da Pierpaolo Vannozzi   

Riceviamo…
“Al sig. Presidente della Pro Ruscio.
Siamo un gruppo di ragazzi che hanno molto a cuore le sorti del Campetto… è il nostro punto di incontro di tutti i giorni, dove passiamo le ore tutti insieme e vorremmo vedere migliorate e ammodernate alcune strutture.
Desideriamo anche informarvi che siamo molti e anche molto ben organizzati, nella speranza di voler realizzati i nostri desideri. (Segue elenco delle migliorie da realizzarsi)…f.to Pro Campetto”.


Lettera aperta ai “Ragazzi del Campetto”

Una mattina del 1974 mi recai, in tenuta atletica, insieme a tanti ragazzini di Ruscio al Campetto della Pro-loco.
Ci preparavamo con grande entusiasmo alla prima edizione delle Rusciadi, giochi che di lì a poco avrebbero eclissato la fama delle più famose Olimpiadi.

E così, in quell’Olimpico nostrano, sotto un sole cocente (non c’era un albero!!), con gli spettatori che facevano la scivolarella lungo la scarpata (che miraggio le gradinate!!) e le buche che imperversavano (ma era un campo da golf o di calcio?) mi accingevo a disputare l’unica gara che la mia modesta stazza mi permetteva: il lancio del peso.

Ma, mentre eravamo schierati ad aspettare il fischio d’inizio, la voce dell’intramontabile Angelo ordinava imperiosa “RACCOGLIETE I SASSI”.
Da allora, giorno dopo giorno, sasso dopo sasso, mentre il letto del fiume Corno si riempiva di macigni, il nostro Campetto assumeva sempre più l’aspetto attuale. Arrivavano gli alberi (addio insolazione!!) gli spogliatoi (non più strip-tease tra i cespugli) e poi le gradinate, la recinzione, i campi di pallavolo, di tennis, i giochi per i bambini e la griglia per le bruschette.

Tanti rusciari, villeggianti e residenti hanno dato spontaneamente il loro contributo affinchè il Campetto potesse diventare, come effettivamente è, il punto di ritrovo più importante di Ruscio. Oggi, a distanza di anni, “Cari ragazzi del Campetto”, il lavoro e la fatica di allora andrebbero rinverditi ed un piccolo lavoro di restauro andrebbe svolto (come voi giustamente dite) perché il nostro spazio verde sia pronto a vivere nuove stagioni di allegria: che ne dite se proprio voi, che dichiarate di amarlo tanto, vi impegnaste in prima persona? Coprire buche, potare alberi, verniciare paletti e porte non è un’impresa impossibile e con l’aiuto di tanti “intramontabili”, prima di organizzare nuovi tornei e prima che le bruschettate tornino a riempire i nostri pomeriggi estivi, potremmo far rifiorire quel posto a noi caro.

 
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