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La Barrozza - Natale 1994 - anno III n.3
Scritto da Renato Peroni   

Carissimo socio,

il viaggio della nostra cigolante Barrozza continua per le strade di montagna che con lentezza, curva dopo curva, tornante dopo tornante, assecondano i sinuosi profili delle colline e dei monti di Ruscio. E come avviene durante un faticoso viaggio ogni tanto ci si ferma per rinfrescarsi a una fonte, per abbeverare gli stanchi buoi, e si volge indietro lo sguardo a contemplare il cammino fatto. Così noi.
Uniti si vince, avevamo scritto ed esortato nel numero precedente, in qualche occasione uniti abbiamo vinto.
L’anno sociale appena trascorso, culminato con l’elezione del nuovo consiglio direttivo, è stato denso di attività e le opere realizzate sono sotto gli occhi di tutti. Nostro vanto e fiore all’occhiello è senza dubbio la nuova illuminazione del Paese. Alcuni vetusti punti luce sono stati sostituiti con artistici lampioni realizzati dal mastro fabbro Pietro Venanzi di Monteleone e, grazie alla insostituibile opera di Pietro Polisano, rischiarano le vie più caratteristiche di Ruscio. Nel corso del prossimo anno verranno installati altri lampioni fino a completa sostituzione delle vecchie “padelle”.

Le numerose piante messe a dimora durante la primavera hanno nella quasi totalità dei casi attecchito. Vista l’utilità e il successo dell’iniziativa sono state acquistate altre piante di varie specie autoctone per abbellire e ombreggiare le strade e il “verde pubblico” che di verde, purtroppo, ha ben poco, trascurato com’è e destinato a diventare per colpa di qualche “incosciente”, ricettacolo di ogni rifiuto ingombrante e inquinante. Preoccupiamoci di difendere anche questo piccolo patrimonio e di avere cura delle piante nei mesi più caldi: basta un po’ d’acqua, e di preservarle dall’opera dei soliti vandali! E così, dovrebbe essere inutile raccomandazione, prendiamoci cura anche delle comuni attrezzature e dedichiamo una briciola del nostro tempo libero a riverniciare una panchina, innaffiare un albero; adoperarsi, insomma a che le opere realizzate dalla Pro Ruscio nel corso degli anni con enormi fatiche e sforzi comuni possano durare nel tempo e rimanere patrimonio di tutti noi.

Durante il mese d’agosto per rendere più piacevole la permanenza a Ruscio sia dei villeggianti che dei residenti sono state realizzate attività e manifestazioni che meritano tutto il nostro plauso per il reale successo che hanno ottenuto e per la maestria dei loro organizzatori. Nelle pagine della Barrozza avrete modo di leggerne la cronaca.
Una grande e davvero inaspettata adesione ha ottenuto la Cena Sociale tenutasi presso il giardino della Sede. Nel dividersi le pietanze cucinate a casa, nel cantare, suonare, chiacchierare allegramente, nel gustare i piatti di farro cucinati sapientemente dalle donne di “casa Cicchetti”, abbiamo ricreato un’atmosfera di solidarietà e vicinanza fraterna veramente sincera e sentita.
La programmata gita agostana ci ha portato ad ammirare la bellissima cittadina di Todi, che in taluni scorci ci ricorda la parte più antica del Borgo di Monteleone (che poi di noi, purtroppo, conoscono), guidati da esperti ciceroni della Pro Todi. Rusciari, ovunque! Spensierata e divertente la passeggiata a Riofugio. I nostri monti, i nostri boschi meriterebbero una frequentazione più continua ed assidua.
Cariche di commozione e partecipazione sono state le SS Messe per i defunti e particolarmente la celebrazione presso il Campo Sportivo per ricordare il Nostro caro Andrea.

Sento necessario, seppure con un certo ritardo, rispondere alle parole del Notiziario Parrocchiale diffuso da Don Angelo nello scorso Agosto.
Mi permetto di riportare qualche stralcio.

“(…) Le poche e modeste iniziative delle Pro Loco, che si limitano a pochi giorni di attività in Agosto, non devono illudere nessuno; hanno il valore di una tombolata in famiglia…Il problema del Turismo va affrontato con un discorso più ampio. Tutti i Comuni della Valnerina, le Aziende e le Pro Loco devono unirsi per programmare insieme. Ma la parola “insieme” non si accetta. Campanilismi e grettezze locali sono l’ostacolo per la partenza del Turismo fra noi. Ogni Comune fa da sé (niente) in rivalità con l’altro; ogni paese gestisce la sua Pro Loco in rivalità con l’altro. (…)”.

Premetto che non è con spirito di polemica che mi accingo a rispondere a tali affermazioni. Sono d’accordo con Don Angelo per quanto concerne il rammarico di vedere tante energie, che dovrebbero essere volte al conseguimento di un unico obiettivo, disperdersi in mille inutili rivoli, senza ottenere alcunché. Le rivalità, le sterili polemiche, gli anacronistici campanilismi, hanno tarpato le ali dello sviluppo socio-economico della nostra terra. Ma non si può generalizzare. Dalle pagine della Barrozza mi si offre lo spunto per riaffermare quale è la strategia politica che la Pro Ruscio in questi ultimi anni ha seguito e che spera nel futuro di poter compiutamente realizzare.
La nostra è una piccola associazione (circa 240 soci), per giunta espressione di una frazione che conta poche decine di residenti. Ma non per questo non abbiamo operato nel senso di una viva e reale cooperazione con altre Pro Loco che hanno, come noi, a cura non soltanto le “tombolate in famiglia”, ma lo sviluppo economico e culturale della nostra terra. Certamente non ci possiamo sostituire alle Amministrazioni Locali, libera espressione democratica del Popolo, ma possiamo svolgere come Pro Loco, e svolgiamo, come Pro Ruscio, azione di sensibilizzazione nei confronti dei problemi sociali che più da vicino ci toccano.

Non possiamo sostituirci all’iniziativa personale e privata dei Residenti, ma svolgiamo attività che possano supportare ed avviare movimenti turistici nella zona che certamente non è tagliata fuori dagli itinerari del turismo, specialmente quello religioso.
A dire il vero, l’iniziativa di poche, pochissime persone, c’è stata. Ricordiamo la minuscola attività di Amedeo e Gigia, che da un carretto carico di qualche bevanda spinto per le feste dei Paesi, si è trasformato dapprima in un chiosco sulla strada statale e poi in una trattoria che tuttora rappresenta un punto di ritrovo per i giovani del posto.

Certamente l’impresa non è stata dettata da motivazioni di sviluppo sociale ed economico del paese, ma, tuttavia, è stata un’iniziativa di successo che ha contribuito a migliorare la ricettività turistica del paese. Lo stesso si può dire per l’istallazione presso il distributore di benzina Rosati, l’unico della zona, dei serbatoi per l’erogazione del gas da trazione. Sono certamente queste le iniziative da imitare!
Le aziende agricole della zona hanno ottenuto un discreto successo con le coltivazioni del farro e della lenticchia avviandosi sulla strada delle produzioni biologiche; ma la creazione di un marchio unico D.O.C. di Monteleone, apportatore di benefiche sinergie non solo nell’ambito agricolo, è davvero irrealizzabile e improponibile?

La Pro Ruscio è associata all’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e, nell’ambito della Regione Umbria, il suo Presidente è il rappresentante delle 32 Pro Loco della Valnerina. Promuove incontri e convegni (Cascia, 1 agosto 1994; Cascia, 29 ottobre 1994), partecipa a incontri presso la Presidenza regionale umbra, nell’ambito dei progetti per la riqualificazione sociale ed economica del territorio.
La nostra azione è sempre stata mirata alla crescita del paese e alla realizzazione di opere sociali quali il campo sportivo, punto di incontro ormai insostituibile per la nostra gioventù; il recupero della Scuola Comunale quale Sede della Pro Loco, la sistemazione delle infrastrutture del Paese (panchine, illuminazione, piantumazione, costruzione di fontane) nella latitanza delle Amministrazioni locali, creando i presupposti per la crescita sociale della frazione.

La Pro Ruscio ha fatto sentire la propria voce anche nei consigli comunali, ad esempio per lo studio dello Statuto Comunale, nelle riunioni pubbliche svoltesi per la costruzione della diga sul Fiume Corno, contribuendo a bloccare la costruzione di un improvvido muro di contenimento delle acque presso il ponte delle ferriere (quanto accaduto in Piemonte in Novembre ci spinge ad una maggiore vigilanza e cautela su progetti per la sistemazione del bacino del Corno).

Ha fattivamente operato in seno al Comitato Pro Biga di Monteleone, si è interessata ai lavori di restauro della Chiesa Parrocchiale della Madonna Addolorata; ha aderito al Comitato del Traforo di Leonessa intravedendo in esso la possibilità di migliori collegamenti con Rieti e la Capitale.

Pubblica quadrimestralmente il proprio notiziario, distribuito a tutti i Soci, alle Autorità locali e regionali, ai Presidenti delle Pro Loco della Valnerina, raggiungendo le 500 copie, ed è pronta a ospitare qualsiasi opinione civilmente e democraticamente espressa.

La Pro Ruscio, dunque, non è nata con la finalità di organizzare “tombolate in famiglia”, e neppure ha fatto solo quello.

I nostri bilanci sono pubblici e ne troverete resoconto in questo numero della Barrozza; la maggior parte delle nostre entrate derivanti esclusivamente dalle quote associative e da qualche modesto contributo pubblico, nella quasi totalità vengono reinvestite sul territorio.
Sono alcuni anni che invano la Pro Ruscio propone la realizzazione di un unico “cartellone” di attività da svolgersi durante il periodo estivo.
L’”Agosto Monteleonese”, con manifestazioni promosse a cura delle Pro Loco del Comune, manifestazioni culturali, gastronomiche, mostre e fiere, effettivamente aperte al turista e non soltanto ad uso e consumo dei Residenti e Villeggianti, potrebbe rappresentare un volano per l’economia turistica della nostra terra, e il punto di rottura con una mentalità ancora, purtroppo, legata a individualismi e a rivalità personali.
Tale disponibilità è stata dimostrata ancora una volta con lo studio di fattibilità, in occasione dello stanziamento di un contributo regionale, per una manifestazione folkloristica a livello regionale da tenersi con cadenza annua a Monteleone.

Le occasioni perse, che non torneranno, sono troppe!

Il “prodotto Monteleone” è un prodotto turisticamente valido; ha bisogno, però, di essere raffinato attraverso un disegno globale, unitario, dove gli interessi dei singoli si rafforzino con gli interessi della collettività e supportato da valide strutture ricettive, alberghi, ristoranti, agriturismo, censimento delle case per l’affitto stagionale.

In poche parole, quello che manca, di cui Monteleone e le sue frazioni sono del tutto prive, a mio avviso, è la CULTURA DELLA ACCOGLIENZA, un modo, cioè, diverso di sentire, di organizzare imprenditorialmente le proprie attività, agricole, commerciali, artigianali, non viste a sé stanti, ma come facenti parte di un tutt’uno, di un’unica azienda: dell’Azienda Monteleone.

Ma a questo ci devono pensare i privati cittadini coadiuvati dall’amministrazione locale.

Alle Pro Loco il compito di stimolare la crescita culturale e aiutare a creare i presupposti dello sviluppo turistico della nostra Terra, invitando al cooperativismo e all’associativismo. Perché, come ne è lampante dimostrazione l’Associazione Pro Ruscio,

UNITI SI VINCE.

 
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