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La Barrozza - Natale 2001 - anno X n.3
Scritto da Pierpaolo Vannozzi   

Da sempre la Biga di Monteleone è stata considerala con orgoglio uno dei pezzi forti della storia del comune e quest'anno, in collaborazione con l'Associazione Archeoambiente, è stata organizzata una passeggiata al casale Vannozzi (in località Colle del Capitano), alla scoperta del luogo ove fu rinvenuto cento anni fa quel bellissimo manufatto, oggi conservato al Metropolitan Museum di New York. All'arrivo il nutrito gruppo di grandi e piccini è stato accolto da Albino Vannozzi (classe 1915) che, dopo aver individuato tutti i componenti delle comitiva con l'ormai famosa domanda: "A chi sei fijo?", ci ha mostrato il luogo di ritrovamento della biga (oggi ricoperto con un pavimento di pietra datalo 1911) e dei tanti oggetti che formavano il corredo funebre del personaggio sicuramente di rango che vi era sepolto.

I suoi genitori, allora, non compresero fino in fondo l'importanza di quel tesoro e ingenuamente consegnarono alcuni oggetti (tra cui una statuina ed una scatola con piccoli utensili) ad alcuni personaggi che si avventurarono nella zona quando l'eco del ritrovamento si diffuse, per farli stimare, datare ed individuarne il valore. Nessuna di quelle meraviglie fece ritorno, prendendo la via dei trafficanti e mercanti d'arte e purtroppo oggi di quel tesoro non è rimasto più nulla a Monleleone.

Nell'area esistono tanti altri punti d'interesse archeologico (in una valletta sono state identificale tombe etrusche o protoitaliche); l'intera area è posta sotto il vincolo della sovrintendenza e non si può scavare, erigere costruzioni, piantare pali per il timore (o la fortuna?9 di sprofondare in una tomba etrusca.

La passeggiata è continuata fino al Monte Pizzoro alla scoperta delle antiche rovine di quello che un tempo era il Castello di Pizzoro posto sulla sommità del rilievo. Il castello, insieme a quelli di Brufa, Vetralla, Astaquano, Polvaria, Trogia e Castellina, posizionati sulle sommità dei rilievi circostanti, costituivano quell'insieme di strutture abitative (altrimenti denominati castellieri, rocche o casali fortificati) spesso in lotta fra loro, che col passare del tempo furono man mano abbandonate dai rispettivi abitanti che sì radunarono in quello che fu il castello più importante, Brufa, oggi Monteleone di Spoleto.

E' facile notare tra la vegetazione ormai rigogliosa, avvallamenti e resti dei muri a secco all'interno dei quali un tempo si svolgeva la vita del castello. Inoltre è ancora ben visibile una piccola cisterna che probabilmente veniva utilizzata per raccogliere l'acqua piovana e fungere da riserva idrica per gli abitanti della rocca

Il castello si poneva in un punto particolarmente strategico perché controllava il passaggio attraverso la gola delle Ferriere e tutta la valle verso Leonessa e Cascia.

Nel pomeriggio c'è poi stata la conquista del "Pizzaro" vero e proprio da parte dei bambini che si sono arrampicati su quel grande spuntone roccioso, simile ad un grosso bernoccolo, che si erge sul lato della montagna. Un punto d'osservazione straordinario con Ruscio ai nostri piedi e la lunga striscia bianca del Fiume Corno che si snoda tra le montagne

Al ritorno dalla passeggiata una gradita sorpresa ha deliziato tutti i partecipanti: Piera e Fausto, proprietari del casale e del nuovo graziosissimo agriturismo sorto sulle fondamenta di una vecchia cascina, hanno voluto rifocillare gli escursionisti con bruschette al pomodoro e pizzette al sale e zucchero (come quelle che un tempo preparava Giggia al "mitico chiosco"); il tutto, per gli amici della Pro Loco, innaffiato con vino rosso, aranciate e coca cola per gli astemi.

Auguriamo di cuore a Piera e Fausto la riuscita della loro attività imprenditoriale. Gli ingredienti ci sono tutti: ospitalità genuina, località incantevoli, ruderi, storia, silenzio e tante meravigliose cittadine umbre a pochi chilometri di distanza (per informazioni contattare il numero 0743/70235).

 
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