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La Barrozza - Natale 1993 - anno II n.3
Scritto da Osvaldo, Renato, Vittorio   
Anche se è vero che il tempo guarisce ogni dolore, la profonda ferita che ha colpito la famiglia del nostro caro fratello e la comunità intera di Ruscio, specie quella giovanile, non può essere rimarginata col passare dei mesi o degli anni. Una tragica combinazione di circostanze e in un attimo la fine repentina di una giovane vita, sull’arido asfalto della periferia di Roma. Andrea, un ragazzo pieno di vita allevato con orgoglio e vanto secondo le regole tradizionali di una sana e semplice famiglia di lavoratori; un ragazzo che rappresentava un passaggio tra il vecchio e il nuovo modo di vivere la vita, più dinamica, propria di una gioventù più moderna ma pur sempre legata agli affetti e agli insegnamenti familiari. Dopo una stagione estiva trascorsa spensieratamente, il ritorno triste autunnale a Ruscio nella terra dei suoi genitori lascia in noi una scia di incredulità e di sgomento che ci impedisce di capire ancor oggi il come e il perché. Sento che la penna rotto l’effetto emozionale comincia ad andare fuori tema, ma come si può rimanervi dentro. Impossibile.

Lettera aperta all’amico Marcello, NON VE LO SCORDATE!

Caro Marcello, a distanza di molti giorni è ancora intatta nella mente l’esortazione accorata che hai rivolto agli amici di Andrea “Non ve lo scordate!”.

La partecipazione commossa e sofferta, il dolore e lo sgomento che abbiamo visto sul volto di tutti i ragazzi e le ragazze non solo di Ruscio ma anche del Trivio e di Monteleone, il pianto impossibile da soffocare, sono la testimonianza più vera di quanto Andrea abbia rappresentato per questi giovani.

La sua morte ha certamente impresso nell’animo e nella mente di tutti, in modo indelebile, l’immagine della gioiosità, della spontaneità, della semplicità, della generosità, della disponibilità verso gli altri di cui Andrea era possessore e dispensatore.

Stai sereno, almeno per questo! Tutti noi serberemo nel nostro cuore l’immagine ridente e viva dell’Andrea che gioca a pallone, che suona la sua tastiera, che pedala sulla bicicletta da corsa, che scia, che balla con i suoi amici, che ripara un microfono della Pro Loco!

Ed abbiamo voluto affidare alle pagine della Barrozza, nata per raccogliere immagini di Ruscio, anche il ricordo di Andrea a dimostrazione del suo grande Amore per il suo Paese, per le sue montagne e per i suoi abitanti: ricordo di Lui che conservava gelosamente, tra le cose più care, un filo d’erba del suo “campetto”.

Ti abbracciamo. Osvaldo, Renato, Vittorio

 

 
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