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I Volontari del Servizio Civile Nazionale collaborano con il museo della canapa Stampa E-mail
La Barrozza - Pasqua 2008 - anno XVII n.1
Scritto da Glenda Giampaoli   

Da dicembre 2007 a novembre 2008 verrà portato avanti dall’Unpli Nazionale con le Pro loco di Castelluccio, Norcia, Ruscio e Trivio un progetto di ricerca inerente la “riscoperta” della coltivazione e lavorazione della canapa che vedrà coinvolti oltre ai 12 volontari del servizio civile appartenenti alle aree di competenza delle Pro loco interessate, anche alcuni Enti pubblici.

logo scn ruscio

Nella realizzazione di questo progetto, infatti, sono coinvolti il Cedrav, Centro di documentazione e ricerca demoetnoantropologica della Valnerina, ed il Comune di Sant’Anatolia di Narco (dove, a partire da giugno prossimo, verrà aperto il Museo della canapa, antenna dell’eco-museo della Valnerina), che hanno messo a disposizione  tecnici  ed esperti nel settore in grado di formare e coadiuvare i ragazzi nel loro lavoro di ricerca.
Per quanto concerne il corretto svolgimento del progetto stesso i ragazzi saranno seguiti ed assistiti dalla Dott.sa Glenda Giampaoli, consulente scientifica del Museo della canapa, per la parte di ricerca storico-documentaria ed etnografica, mentre per la parte agronomica che porterà poi alla semina  ed alla coltivazione della canapa dal Dott. Enrico Castellani, agronomo e referente di Assocanapa per l’Umbria.

Proprio in questi giorni i volontari, ai quali è stato fatto preventivamente un corso di formazione sulla canapa,  stanno realizzando una serie di interviste nel territorio a persone che ancora conservano una “memoria storica” e che sono in grado di mettere a disposizione di tutti il loro sapere  e le loro esperienze in merito alla coltivazione e trasformazione della canapa stessa.

Tutto il materiale raccolto sarà poi oggetto di uno studio successivo finalizzato all’analisi  delle diverse tecniche di coltivazioni della canapa e dei termini dialettali utilizzati per identificare sia gli oggetti che le operazioni necessarie nella lavorazione della canapa.
Entro il mese di marzo, invece, il progetto entrerà più nella fase pratica e si procederà alla semina di tre/quattro appezzamenti di terra con cannabis sativa, cultivar carmagnola, rispettivamente nei territori di Sant’Anatolia di Narco, Norcia e Ruscio.

Nel territorio di Ruscio già da circa 10 anni  è stata ripristinata una coltivazione di cannabis sativa per produrre fibra tecnica e, dallo scorso anno, il Prof. Isidoro Peroni, il primo coltivatore di canapa in Umbria, è diventato uno dei pochi  produttori di seme biologico di canapa per conto di Assocanapa srl.

misc 2008 canapa.jpg

Il Prof. Peroni durante una fase della raccolta della Canapa, nel corso del progetto del Servizio Civile Nazionale - Canapine dei Piani di Ruscio, 30 agosto 2008

Avvalendosi soprattutto delle competenze agronomiche del Dott. Enrico Castellani e dell’ esperienza pluriennale del Prof. Isidoro Peroni, nonché delle testimonianze degli anziani intervistati, i 12 volontari del servizio civile seguiranno da vicino tute le fasi che, partendo dalla semina, arriveranno alla coltivazione fino alla raccolta manuale della canapa. Si è pensato di procedere ad una raccolta della canapa scaglionata in due momenti principali: la cimatura e conseguente raccolta del seme ed estirpazione/mietitura della pianta di canapa.

Per quest’anno il progetto si ferma all’essiccazione della cannabis sativa con l’auspicio che entro il prossimo anno, decretato dalla Fao “Anno internazionale delle fibre naturali”, si possa arrivare alla lavorazione della fibra: gramolatura, cardatura, filatura e tessitura.

Mentre le fasi inerenti la coltivazione verranno fatte direttamente “sul campo”, ciò proprio riseminando canapa in quei terreni che nei catasti storici sono denominati “canapine” e posizionati sia lungo il fiume Nera, soprattutto per quanto riguarda il territorio di Sant’Anatolia di Narco, che in alta montagna, come ad esempio Norcia e Monteleone, quelle relative la successiva trasformazione del tiglio in fibra si svolgeranno all’interno della parte laboratoriale del Museo della canapa di Sant’Anatolia di Narco.

 
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