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Ma che ci sta a fare la Pro Loco? Stampa E-mail
La Barrozza - Natale 2007 - anno XVI n.3
Scritto da Renato Peroni   

Quante volte abbiamo sentito fare questa domanda dalla gente di Ruscio soprattutto quando c’era da affrontare e risolvere qualche problema.

Che ci sta a fare la Pro Loco se a Ruscio manca l’acqua, alcune strade del paese sono sporche, il tombino s’è otturato, la corriera non ferma a Ruscio, le macchine percorrono la  strada verso il campetto a forte velocità, alcuni lampioni stradali sono spenti, il parcheggio sulla piazza non è ben regolamentato, l’asilo è fatiscente, la notte alcuni ragazzi disturbano?

Queste sono un piccolo esempio delle varie segnalazioni fatte da soci e da non soci di Ruscio che vorrebbero fossero risolte dalla Pro Loco quasi fosse un Ente nato per supplire alle finalità proprie dell’Amministrazione pubblica.

Certamente le segnalazioni fatte alla Pro Loco sono state sempre prese in seria considerazione e, per l’armonia esistente con i responsabili del Comune, vengono regolarmente rigirate per lettera agli Uffici comunali competenti.

Le finalità della Pro loco sono chiaramente espresse dallo statuto: : “l'Associazione ha lo scopo di promuovere qualsiasi attività a favore di Ruscio, frazione del Comune di Monteleone di Spoleto.”

Certamente però non possiamo sostituirci al Comune, anche se, per migliorare e rendere più piacevole l’accoglienza del nostro Paese, abbiamo, nel tempo, realizzato opere (fontane, campo sportivo, panchine e tavoli nei giardinetti, lampioni d’illuminazione stradale, parco del Corno, piantato alberi, realizzato staccionate, ecc). Di più: abbiamo realizzato, in collaborazione con il Comune, diversi progetti che, presentati alla Regione Umbria tramite il Comune, hanno ottenuto contributi per la sistemazione dello spazio antistante la scuola comunale e l’asilo e per apportare alcune migliorie al Parco del Corno; questi lavori sono stati già appaltati e sono in via di realizzazione.

Ancora: attraverso il Servizio Civile nazionale abbiamo costruito progetti che hanno consentito a 12 ragazzi del nostro territorio di impegnarsi per la loro realizzazione ricevendone ciascuno un contributo per un anno di circa 430 € mensili; e per il prossimo anno saranno altri 12 ragazzi impegnati per il Servizio Civile. Le attività ricreative, sia pure limitate nel periodo estivo, vedono la partecipazione di tante persone: grandi e  piccoli,  villeggianti e  residenti, di Ruscio e di altri Paesi.

La Pro Loco, nata da oltre 40 anni, per volontà di alcune persone di Ruscio che, emigrate per lavoro in altre città, hanno sempre conservato in cuor loro il desiderio di tornare a vivere nel loro paese natio insieme con le persone che avevano lasciato nel Paese, ricreando quel minimo di strutture che consentissero a tutti, residenti e villeggianti, di godere al meglio quei momenti di serena convivenza.
E “la Barrozza”, questo modesto foglio quadrimestrale, sta proprio a rappresentare la necessità di dare corpo ai ricordi e di mantenere viva la memoria di quelle persone e soprattutto di quei loro sentimenti, umili e sinceri, ma degni di essere tramandati alle generazioni future.

Oggi, gli attuali soci della Pro Loco, eredi di quei sani principi ed insegnamenti, hanno continuato nella strada indicata e, con sincero sentimento di amore e di amicizia verso il loro paese, si adoprano con ogni mezzo perché lo spirito e l’ideale dei fondatori non venga mai a mancare, curando che la vita  e l’attività della Pro Loco vada avanti, di generazione in generazione, ancora per molti anni.

Ma allora, perché la domanda: che ci sta a fare la Pro Loco?

Questa domanda può assumere altri e più reconditi significati e può nascere in quelle persone che vivono a Ruscio situazioni di disagio e  nascondere esigenze e problemi che, a mio avviso, sarà bene esaminare e risolvere prima che creino barriere insormontabili e generino divisioni conflittuali e insanabili tra le persone.

Certamente ci rendiamo conto che la situazione generale, soprattutto per le giovani generazioni, non consente di immaginare un futuro sereno in un paese carente delle strutture fondamentali per un vivere civile: forte carenza di assistenza sanitaria; scuole di specializzazione ed università distanti che costringono i giovani a frequentarle allontanandosi dalla famiglia che, a sua volta, è chiamata a grandi sacrifici; assenza totale di qualsiasi prospettiva lavorativa; nessuna progettualità per sfruttare le potenzialità del territorio e che stimoli iniziative di investimenti nell’ambito del commercio o del turismo.

Di fronte a questo quadro desolante è comprensibile l’atteggiamento dei residenti, soprattutto  dei giovani, di distacco dalla Pro Loco: non partecipano alle varie attività ritenendola una Associazione dei “romani” per il divertimento dei “romani” (forse l’unica eccezione,che tuttavia conferma quanto detto prima, è la partecipazione al torneo di calcio proprio in quanto viene vissuto con particolare agonismo dalla squadra dei residenti contro le squadre dei villeggianti).

Tuttavia, come abbiamo già scritto, la Pro Loco ha realizzato opere e messo in piedi iniziative per stimolare la partecipazione di tutti, villeggianti e residenti, senza alcuna distinzione.

Alla cena sociale della Pro Loco, gratuita, fatta nelle piazze e nelle vie del Paese proprio per socializzare, consentendo a tutti di partecipare senza alcuna spesa,  i residenti non partecipano preferendo mantenere un distacco ed un riserbo ingiustificati.

La Pro Loco ha realizzato la Barrozza, un foglio quadrimestrale di notizie della vita di Ruscio, ma nessuno dei residenti, salvo rarissime eccezioni, hanno sentito l’esigenza di esporre le situazioni di disagio, soprattutto dei giovani, che avrebbero potuto evidenziare meglio i problemi ed le aspirazioni della gente di Ruscio.

La Pro Loco non è certo insensibile ai problemi connessi allo sviluppo economico e sociale di Ruscio (e di Monteleone di Spoleto in generale) e si ritiene fortemente impegnata, nell’ambito delle sue competenze e nei limiti delle proprie risorse, a dare il proprio contributo alla soluzione dei problemi che richiedono però la condivisione e  l’impegno di tutte le strutture vitali e operative sul territorio (Comune, Consorzio, Associazioni, Aziende artigiane, commerciali, industriali e singoli cittadini); più di questo non è possibile chiedere ad una Associazione che si regge con il solo apporto di volontari!.

Ma allora forse sarebbe più giusto chiedersi: come sarebbe oggi Ruscio senza la Pro Loco?.

Riflettiamoci tutti e cerchiamo di superare le piccole avversità, mettendo da parte incomprensioni e malintesi, per portare avanti e realizzare, insieme, il disegno e, soprattutto, lo spirito dei fondatori della Pro Loco.

 
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