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Le due dimensioni E-mail
La Barrozza - Natale 2007 - anno XVI n.3
Scritto da Anna Dolci   

Varietà di spettacoli, varietà di attrattive, varietà di gare, iniziando dalla festa della Madonna Addolorata.

Da un sondaggio fatto, e per sondaggio intendiamo, molto culturalmente: “che t’è piaciuto di più?” sono risultati ex-equo: la sfilata delle macchine d’epoca e la gara dei fuori strada.

foto_2008_07_auto epoca 

Sfilata d'auto d'epoca


Infatti la sfilata ha interessato un pubblico più calmo e moderato, mentre la gara dei fuori strada ha coinvolto tutti i giovani sportivi e coraggiosi, che sono stati veramente numerosi.

foto_2007_08_motocross 

Ruscio Motor Show

Al secondo posto invece è risultato lo spettacolo in dialetto, anche perché sembrava di ritrovarsi in quelle espressioni simpatiche e spontanee. Anche le altre iniziative sono state assai gradite. Questi sono soltanto brevi accenni a tutto ciò che si è svolto, infatti un commento dettagliato di lotterie, sbandieratori, danze e pagnottelle comporterebbe grande spazio di pagina.

foto_2007_08_cavalieri

Sfilata in costume

Grandi cose, grande risonanza, grande ammirazione. Certo, per la riuscita di tutto, c’è stata una notevolissima mobilitazione di persone, con impegni iniziati da mesi, con fatiche, incomprensioni, ma in fondo anche con soddisfazione e bei risultati.

Per la festa di Santa Maria altra dimensione, diversa, ma altrettanto ammirevole.

C’è stata indecisione se fare la festa o no, poi una settimana prima ha prevalso il sì. Un piccolo gruppo di signore e signorine volenterose, aiutate da mariti, padri, fratelli e figli altrettanto volenterosi, è partito rapidamente con i preparativi, chi a rimediare moneta, chi a comprare i regali, chi a pulire la chiesina e il prato. E la festa si è fatta, piccola e ben riuscita, con giochi, premi, e la famosa “sorte” che fa vincere il nome, non il numero, che esce dopo che è uscito quello di Santa Maria. Regole antiche.

Nella festa grande prevale la grandezza e la varietà delle iniziative, con affluenza da tutti i paesi, basti pensare alla processione con abbastanza devozione. Nella festa piccola emerge la dimensione locale, si avverte la tradizione, sembra quasi un compleanno di famiglia, non si è in tanti e ci si conosce tutti e si gioca insieme. E la funzione religiosa del pomeriggio, raccolta e partecipata, è assai toccante.

Nella festa grande la maestosità delle bandiere che ruotano nell’aria al suono delle trombe o i cortei in costume d’epoca, nella festa piccola l’allegra corsa traballente con il mestolo pieno d’acqua per riempire le bottiglie o la corsa dei sacchi dei bambini.

Due feste, due dimensioni, ognuna la sua bellezza, il suo spazio, i suoi divertimenti, ma c’è bisogno di tutte e due, sono amate tutte e due, perché sono la festa di un’unica Madre.

 
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