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Ruscio, piccolo paesino fuori provincia E-mail
La Barrozza - Estate 2003 - Anno XII n. 2
Scritto da Chiara Cecchetti   

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (anche se con un po’ di ritardo che la nostra giovane collaboratrice vorra’ perdonarci…)

Ruscio, piccolo paesino fuori provincia

Ruscio è un piccolo paesino che si trova in Umbria. E’ un paese dove c’è soltanto una panetteria anzi prima c’era anche un negozio di alimentari ma adesso ha chiuso perché si guadagna poco.

Il Colle, dove abito io quando vado in vacanza, è sempre assolato: il sole è di un rossiccio giallastro, qualche volta arancione, il cielo al tramonto è tutto rosa e turchese e le nuvole sono bianche bianche, iniettate d’ossigeno. La notte è bellissima: il cielo è terso, puntecchiato di tante stelle, tantissime, sono migliaia, ci si riesce a vedere anche qualche piccola costellazione come l’Orsa Minore e il Piccolo Carro. Alla mattina la nebbia è fitta fitta, non si vedono i sette abeti piantati da mio nonno, è come se ci fossi tu e la nebbia, isolato da tutto e da tutti. Il Colle sarebbe una collina. Nonno Costantino cioè il padre di mamma, ci piantava di tutto: granturco, rape, carote, fagioli e lenticchie e mi ricordo che quando ero piccola lo aiutavo a seminare e la sera lo aiutavo a togliere le bucce ai fagioli: mi divertivo tantissimo!! Davanti casa c’è uno spazio con il brecciolino dove cado sempre ma non mi faccio mai male. Con i miei cugini ci gioco sempre.

Dal Colle al centro abitato c’è una discesa tutta piena di curve che a scenderla con la bici è magnifico ma salirla!! Ci vogliono almeno cinque minuti: il tempo di salire sul sellino, bevi, fai un pezzo di strada, ribevi, infatti quando mamma mi dà un orario devo andare via dal campetto cinque minuti prima; ma se arrivo più tardi non mi succede mica niente, certamente devo stare a casa per l’ora di cena.

Il campetto è un campo da calcio o perlomeno nella maggior parte: in fondo ci sono un campo da pallavolo e uno da tennis. Verso destra ci sono i giochi.
Ruscio per me è come il simbolo della libertà: è un paese calmo, pieno di ricordi anche dal punto di vista storico e dove praticamente ho passato le vacanze da quando ero piccolina; mi piace questo paese perché è semplice: la gente alla piazzetta è sempre così gioviale, gli anziani che con il loro modo di fare le cose ti fanno ridere mettono allegria, ti fanno ricordare quanto è importante l’amicizia e la felicità, invece ti fanno scordare la tristezza.

Gli abitanti si vestono tanto per vestire: le donne anziane indossano una gonna (nera o verde smeraldo) fino al ginocchio sopra invece una camicia infilata nella gonna, un fularino per coprire il collo e un giacchettino di cotone pesante; gli uomini si vestono sempre con dei jeans rovinati e sopra con una camicia e sul capo non può mancare il berretto, invece gli uomini come mio nonno Costantino si vestono con una giacca, un paio di pantaloni eleganti e una camicia. Nonno lo chiamavano il “conte” perché amava vestirsi bene infatti le persone quando mi chiedono di chi sono figlia gli rispondo sempre che sono la nipote del conte e loro capiscono.

Le vie di Ruscio sono strette, sterrate e tortuose ed è molto divertente andarci con la bici.

Ruscio è un paese molto buffo, ma io lo amo così com’è.

Roma, 11 febbraio 2002

Chiara Cecchetti


 
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