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Introduzione
I Quaderni di Ruscio - Un'altra Ruscio, un'altra Monteleone di Spoleto
Scritto da Salvatore Paolini   

"..sono 3000, sono arrivati, sono tutti sulla banchina, stanchi, affamati, con in mano il "libretto rosso" (che li bolla come analfabeti) o il "foglio giallo" che dà qualche maggiore speranza; ma per tutti c'è ora la quarantena, un’attesa lunga, snervante; e per alcuni -che prima di partire hanno venduto case e podere, o si sono indebitati per fare il viaggio- non è solo stressante ma è un'attesa angosciante". (da un cronista dell'epoca - 1920)

foto_quad1_esami medici

Controlli medici all'arrivo

Come l’Italia rappresenta oggi per curdi, senegalesi ecc. una sorta di paradiso dove sfuggire dalla miseria, dalla fame e dall’oppressione, allo stesso modo gli Stati Uniti, rappresentarono il paradiso per oltre 5 milioni di italiani che, come il crescere di un’onda, tra il 1860 e il 1928 approdarono oltreoceano per rimanervi, sradicandosi completamente dalla loro terra e, il più delle volte, senza rivederla più.

Ruscio, ma sarà necessario fin d’ora estendere l’area di ricerca anche a Monteleone di Spoleto per motivi che saranno chiariti oltre, e Monteleone di Spoleto quindi, pagarono come tante altre città d’Italia un alto tributo all’emigrazione.
Se il flusso migratorio verso l’interno fu, nella quasi totalità, diretto verso Roma, quello verso l’estero ebbe come punto d’arrivo quasi esclusivamente Trenton nel New Jersey ma per tutti la prima tappa, dopo il porto di partenza, fu un piccolo isolotto di fronte a New York: Ellis Island.

 
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