Home arrow La Barrozza arrow Natale 2000 - anno IX n.3 arrow ed inoltre ……. divagazioni, note e curiosita’

IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2018
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
ed inoltre ……. divagazioni, note e curiosita’ E-mail
La Barrozza - Natale 2000 - anno IX n.3

 

Sui miti e sulla religiosità legati all’albero della quercia nel nostro mondo occidentale sin dagli Egizi, i Greci, i Romani, i Celti e poi la Cristianità, sono state scritte tante pagine (se vi va, cercate in Internet “quercia” o “Madonna della quercia).

 

Dopo le lotte medioevali in cui i nostalgici delle tradizioni del passato difendevano le quercie sacre degli antichi luogo di culto pagani, si è passati all’esplosione della religiosità mariana, che erige chiesa e basiliche dove la Madonna con il Bambino appare ai pastori vicino al frondoso albero.

Ad esempio, la celebre basilica rinascimentale di Santa Maria della Quercia, a due chilometri da Viterbo è stata costruita intorno all’anno 1500, si progetto di Giuliano da Sangallo per raccogliere un’immagine miracolosa della Madonna. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa vicino ad un albero di quercia dove era stata posta una tegola con sopra dipinta una madonna con bambino, simili a quella della nostra chiesetta di Monteleone.

I portali della facciata sono ornati con preziose lunette in terracotta vetriate di Andrea della Robbia ed il timpano da un possente albero di quercia tra due leoni. Per la doratura del soffitto pare che sia stato utilizzato l’oro del nuovo mondo allora scoperto da Colombo. Sull’altare maggiore, nel tabernacolo a forma di tempietto di marmo, è custodita la tegola con la Vergine ed un pezzo della quercia su cui era posta. Nella sagrestia e nell’annesso museo sono conservati gli ex voto e le tavolette votive dipinte tra il 1400 ed il 1700.  

L’Italia da Nord a Sud (con buona pace dei secessionisti) è cosparsa di santuari della Madonna della Quercia, costruiti sui luoghi delle apparizioni, sempre dipinti accanto ad un verde albero di quercia. Ecco come esempi alcune località oltre Viterbo: Pratosesia di Novara, Cascanditelle di Chieti, Sora di Frosinone, Conflenti di Catanzaro oltre naturalmente alla nostra di Monteleone.

Per completare questo rapido panorama storico artistico, cito la Madonna della Quercia al Museo del Prado di Madrid, con su scritto “Raphael pinxit” della scuola di Raffaello Sanzio di cui esistono anche celebri copie nei musei di Firenze.

Tornando alla nostra chiesetta ora in restauro dove è affrescata una dolce Madonna con Bambino su un albero di quercia, vi ricordate, o miei coetanei, quando da bambini e ragazzetti ci raccontavano che lì appariva un prete, perciò impauriti, al ritorno da Monteleone, seguendo la scorciatoia della mulattiera, passavamo di corsa al tramonto senza guardare! Un altro spettro, quello della famosa scarmigliata (cioè spettinata) di Santa Maria, intimoriva specie i paesani che allora mai si sarebbero recati, da soli di sera vicino all’antica pieve, perché se la incontravate, vi lasciava si una borsa di denaro ma vi costringeva a prendere il suo posto!

A parte queste storie di folclore, la nostra chiesetta della Madonna della Quercia, è una vera testimonianza della fede e tradizione popolare  che accomuna il nostro paese alle molteplici località che uniscono il nome della Madonna a quello della quercia, molto prima che un partito in cerca di nuovi simboli se ne appropriasse.

 
< Prec.   Pros. >