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Convegno sulla “Coltivazione della canapa in montagna – esperienze e prospettive in Valnerina” E-mail
La Barrozza - Pasqua 2001 - anno X n. 1
Scritto da Isidoro Peroni   

In Occasione della riuscita “kermesse” di valorizzazione del territorio “Monteleone qualità 2000” tenutasi nel nostro comune dal 5 al 10 dicembre scorso, si è svolto nella giornata dell’otto dicembre un importante convegno scientifico sulle “Coltivazione della canapa in montagna – esperienze e prospettive in Valnerina”.
Il convegno, introdotto da Isidoro Peroni nella doppia veste di universitario e di agricoltore, è stato stimolante ed ha avuto una notevole risonanza nazionale.

I relatori (Mario Di Candilo, Luigi Pari, Carlo Baldelli, Pietro Pasini, Daniele Re e Felice Girando) sono stati quasi tutti i principali artefici del tentativo di rinascita della coltivazione della canapa in Italia.

Si è presentata la storia della canapa, i motivi della sua quasi completa scomparsa dall’Italia, i problemi connessi alla coltivazione e trasformazione con mezzi moderni e le ricerche su antiche e nuove varietà; sono stati riportati ed esaminati i risultati di esperienze effettuate proprio a Ruscio, le applicazione in campo tessile, cartario e le nuove applicazioni in bioarchitettura e nei materiali composti. Qualcuno ha così scoperto che questa pianta, sconosciuta ai più e conosciuta solo per la sua parentela con lo spinello (in ogni famiglia ci sono le cosiddette “pecore nere”), è come il maiale: “non si butta niente”. Infatti dalle fibre esterne dello stelo si ricavano i tessuti, cordami e fibre di alta qualità mentre, dalla parte interna, cellulosa per carta e pannelli ecologici, contribuendo così a risparmiare alberi e salvare boschi: il seme o canapuccia oltre ad essere commestibile per gli uomini e bestiame da’ oli pregiati in farmacia e profumeria, ed esistono numerosi altri prodotti come la birra a base di canapa!

E’ stato inoltre presentato dal Sindaco di Santa Anatolia di Narco, Amedeo Santini, un interessante progetto di un ecomuseo che raccolga le testimonianze delle coltivazione e lavorazioni artigianali che nelle nostre vallate sono sopravvissute fin oltre gli anni cinquanta.

L’assessore all’agricoltura e vicepresidente della nostra giunta regionale Giampiero BOCCI  ha seguito il convegno e nel suo intervento conclusivo della mattinata ha incoraggiato gli agricoltori a tentare nuove strade puntando sulla qualità.
Un vivace ed infuocato dibattito si è svolto in conclusione nel pomeriggio, tra gli operatori presenti provenienti da molte regioni italiane quali Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte in passato grandi produttori di canapa (l’Italia ne era seconda produttrice mondiale, coltivando oltre centomila ettari a canapa, mentre ora siamo a 100-200 ettari!).

Il presidente di Assocanapa, l’associazione nazionale che si è riproposta il rilancio della canapicoltura italiana, ha presentato conclusioni e prospettive con buonsenso piemontese, dicendo agli agricoltori di aver fiducia poiché la canapicoltura, nonostante le mille difficoltà, comincia a camminare con le proprie gambe e la carte vincente sarà proprio il valore ecologico dei mezzi di produzione impiegati e dei prodotti tradizionali e nuovi ottenibili.

 
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