IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
I ritrovamenti archeologici di Pie di Immagine
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2018
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
Nonno albero E-mail
La Barrozza - Natale 1998 - anno VII n. 3
Scritto da Anna Dolci   

Conoscere gli angoli di Ruscio,  il catasto raccontato dalle “case paterne” e da “li campi” e conoscere anche i suoi alberi.

Ruscio non e’ mai stato ricco di alberi grandi a parte qualche arbuccio, come quelli, per intenderci, vicino al campetto, oppure “li sarci” (i salici) lungo Vorga.
Comunque qualche albero “antico c’e’” ed ha una sua storia.

Davanti la Chiesa dell’Addolorata, dietro la scuola c’e’ ancora, un “melo”, veramente non grande, unico superstite delle “Mele di Ziantonio”, dove, da piccoli beneficiavamo, in maniera proibita..., di queste “melucce”.

Poi ci sono le meravigliose querce enormi, secolari, del casale di Santa Maria, ma sono lontane da Ruscio, belle da vedere, ma lontane, non rusciare.

Invece un albero vicino c’e’, e a dire degli anziani del paese e’ l’albero piu’ vecchio di Ruscio.

Alto, austero, che incute rispetto. Rami alti e radi, un po’ spoglio, con i segni della vecchiaia. Il   piu’ alto e il piu’ vecchio.

E’ un albero di pere selvatiche, un albero di “perelle”, frutto tipico dei tempi passati, ormai quasi in estinzione. Piccole pere che si mangiano “meze” quando cadono.

Vederlo cosi’ alto rispetto ai cespugli e ai prati sottostanti sembra un pacifico osservatore.

Quanti eventi avra’ visto avvicendarsi sotto di lui; intere generazioni che si sono susseguite, persone che passano, che sono passate.... compreso Garibaldi quando attraverso’ le nostre parti.

Guardarlo, questo bell’albero, e’ quasi rassicurante. il tempo trascorre e lui e’ li’ come una presenza benevola lungo gli anni, con i suoi rami larghi e protettivi.

Dove sta questo albero? Cerchiamolo! Indoviniamolo!

sta prima del ponte della Fonte Asola, in mezzo ad un campo dove ci sono un po’ di alveari e spesso anche le pecore. Troviamo questo nonno albero, conosciamolo, cosi’ vecchio e cosi’ grande.... forse lui gia’ conosce noi.

 
< Prec.