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La Barrozza - Estate 2022 - anno XXXI n. 2
Scritto da Alberto Arrigoni   

Il campo da tennis di Ruscio è “solo“ un campo da tennis ? I rusciari conoscono già la risposta: no, non lo è. Nel senso che come ogni altro angoletto del nostro amato paese, rappresenta per qualcuno di noi un posto speciale per qualche motivo.

Nel caso del Campo da Tennis molti di noi da ragazzini vi hanno tirato i primi colpi con la racchetta, con le palline che finivano regolarmente nel Vorga e venivano portate lontano dalla corrente d’acqua; allora si interrompeva frettolosamente il gioco e ci si precipitava nell’acqua gelida a recuperare le preziose palline. Altre volte le palline sparivano nella vegetazione, e questo rappresentava un’occasione per lo “spirito commerciale” di altri ragazzini rusciari che le recuperavano e le rivendevano a prezzi più che ragionevoli.


Inaugurazione del rinnovato campo da tennis 

Ricordo anche le prime partite con Andrea, più un fratello che un amico, le litigate e le prese in giro con lui sulle palle fuori o dentro; o sempre con lui gli scherzi, anche eccessivi, alle nostre amiche del gruppo; ad esempio quando una di loro, Fabiana, si è presentata al campo per un doppio misto vestita con una mise elegantissima e perfetta per il tennis, e noi due idioti le abbiamo gettato addosso le grandi spugne con le quali avevamo appena asciugato il campo, spugne impregnate di acqua e ..,. fango! Reazione giustamente esplosiva di Fabiana e partita non disputata…

Storie semplici, di paese, ma che in ognuno di noi sono mattoni dei sentimenti per il nostro Ruscio.

Così, quando Alessandro Cavallo mi ha proposto di pitturare il Campo con una vernice professionale per migliorare il rimbalzo della palla e ridurre il rischio di scivolare sul brecciolino ho subito coinvolto il folto gruppo tennisti di Ruscio.

In poco tempo qualcuno ha fatto generose donazioni per acquistare il necessario e qualcun’altro ha messo a disposizione il proprio tempo e la propria artigianalità. Così nell’arco di un solo fine settimana “lungo” il Campo è stato rimesso a nuovo.

In fondo niente di straordinario, ma solo perché siamo a Ruscio, dove l’altruismo e la voglia di contribuire sono la normalità da sempre.


 
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