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La Barrozza - Estate 2022 - anno XXXI n. 2
Scritto da Renato Peroni   


Con tanta perseveranza, collaborazione e partecipazione abbiamo contribuito a far crescere la Pro loco di Ruscio.

Abbiamo continuato a far vivere una Associazione che pochi fondatori, nati o oriundi di Ruscio hanno voluto far nascere, spinti prevalentemente da un profondo sentimento di amore per il proprio paese natio, al fine di creare una struttura per mantenere le tradizioni del territorio e rendere più fruibile e bello Ruscio.

Ed è quello stesso sentimento di amore per il proprio paese che pervade ciascuno di noi e che sentiamo profondamente radicato nel nostro animo per quel debito che dobbiamo alle nostre origine, ai nostri nonni e ai nostri genitori.

Guardando indietro e ripercorrendo la strada percorsa dal 1967, anno della fondazione della Pro Ruscio, non possiamo che sentirci tutti orgogliosi del cammino fatto ed avere oggi una Associazione che può vantare addirittura la proprietà di diverse strutture: Campo di calcio con annessi campo di tennis, campo di pallavolo e zona di gioco per bambini; Parco del Corno con piantumazione di diverse specie di alberi corredato da impianto di irrigazione e zona barbeque per ritrovi all’aperto; Ex Asilo parrocchiale recentemente ristrutturato e reso operativo con diverse strutture (riscaldamento, impianto di diffusione voce e musica, cucina e bagni) grazie anche al contributo di un bando europeo e fruibile dalla Comunità di Ruscio per manifestazioni pubbliche e private; nuova struttura, a Piazza dei Sei, da restaurare per la realizzazione dell’Ostello 499 quale Sede operativa della Pro Ruscio con annessi locali per l’accoglienza dei pellegrini del Cammino di San Benedetto (già fatta domanda di partecipazione ad un bando europeo).

La Pro Ruscio è una Associazione di volontariato pubblicamente riconosciuta dagli Enti pubblici del territorio e in primis dal Comune di Monteleone di Spoleto e dalla Regione Umbria; regolarmente iscritta al Terzo Settore come Associazione di Promozione Sociale (APS).

Bene, ma tutto questo non basta.

Una Associazione per vivere ha bisogno non solo di strutture ma soprattutto di iscritti e questi non possono che essere persone della Comunità; una Pro loco non è proprietà esclusiva di alcune persone ma è della Comunità che si identifica attraverso gli iscritti.

E più sono gli iscritti all’Associazione e più questa si identifica con la Comunità.

Ma questa necessità di crescita per coinvolgere tutti i componenti della Comunità può nascondere qualche insidia se i responsabili dell’Associazione non si fanno attenti nel costruire le regole democratiche di comportamento condivise dal Consiglio e dall’Assemblea dei soci.

Infatti questa necessità di crescita, coinvolgendo tutta la Comunità, può con il tempo far nascere alcuni problemi di convivenza tra i soci per la loro eterogeneità culturale, per la diversità delle loro idee sulla gestione associativa, per le loro diverse necessità legate alla vita collettiva, per la diversità di ideologia religiosa o partitica, per i contrasti esistenti nei rapporti interpersonali e di famiglia.

Sotto questo aspetto lo statuto della Pro Ruscio parla chiaro: art 3 “ L’Associazione non ha fini di lucro, è apartitica e aconfessionale e si ispira ai principi di solidarietà, sussidiarità, democrazia e pluralismo.” Quanto riportato nello statuto significa che l’azione della Pro Ruscio non deve essere condizionata da alcuna linea volta a favorire alcune persone a danno di altre ma anzi deve esercitare una “politica di equidistanza” dagli interessi di singole persone o di gruppi appartenenti alla Comunità anche se soci e assumere un atteggiamento conciliante per risolvere eventuali dissidi tra i soci e altri soggetti appartenenti alla Comunità.

Il pluralismo insito in una Comunità può costituire un reale valore aggiunto all’azione della Pro Ruscio a condizione che ci sia la massima collaborazione per il raggiungimento di obiettivi deliberati in Assemblea con la partecipazione e il contributo fattivo di tutti i soci.

Spetta ai Responsabili dell’Associazione realizzare incontri informativi atti a realizzare lo sviluppo di un sentimento di appartenenza e ad evidenziare il valore civico del volontariato orientato alla solidarietà verso tutti gli appartenenti alla Comunità.

Lasciamo nella sfera privata i risentimenti e i contrasti tra persone e non coinvolgiamo la Pro loco in questioni che sono apertamente in contrasto con le finalità sancite dallo Statuto.

Con la Pro Ruscio siamo riusciti a creare una struttura autonoma, reale e concreta, a disposizione della Comunità di Ruscio; non lasciamoci sfuggire questa opportunità per il futuro di Ruscio e per la crescita culturale e sociale della sua Comunità; cerchiamo di far prevalere il buon senso nei nostri comportamenti per scegliere vie concilianti nei rapporti tra gli appartenenti alla Comunità stessa; facciamo prevalere il NOI abbandonando l’egoistico IO.

Parafrasando una frase famosa di Massimo D’Azeglio “ Abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani” che metteva in evidenza le molte situazioni difficili in cui erano forti i conflitti e le tensioni sia sociali che politiche esistenti nel 1861 (e forse ancora oggi!), nel nostro caso mi verrebbe quasi di dire “Abbiamo fatto la Pro Ruscio, ora dobbiamo fare i rusciari”.

 

 

 
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