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In ricordo di Nazzarena (Nena) Cicchetti PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Natale 2020 - anno XXIX n. 3
Scritto da Renato Peroni   

Cara Nena, così ti avrei chiamato come quando eravamo soliti incontrarci, per quella caparbia volontà di fare qualcosa per il nostro amato paese, per cercare le offerte per le festa della Madonna Addolorata, da te tanto venerata, o per acquistare i lumini per la processione nella cereria aperta in una traversa di via della lungara. Ci si incontrava sul lungotevere all’altezza del ponte Mazzini e salivi in macchina ed iniziavamo il giro degli amici commercianti di Ruscio e tu scrivevi, con la tua robusta calligrafia, le ricevute sorridendo felice quando c’era corrispondenza da parte dei paesani. E ancora mi torna in mente quando salivo nella tua casa a Ruscio di sopra e mi mostravi tutti i tuoi fogli di appunti e annotazioni con l’elenco dei nostri paesani da contattare per la solita offerta per la festa dell’Addolorata o per la vendita dei biglietti della lotteria o per la raccolta di contributi per la sistemazione dell’asilo a sostegno dell’iniziativa della Pro Ruscio.

 

 

Ci tenevi in modo particolare che la processione la sera della festa si facesse con il buio perchè fosse più spettacolare quella lunga fila di credenti che si snodava per le vie del paese per mostrare la statua della nostra Patrona. E quanto ti sei data da fare perchè la facciata delle tua amata chiesa fosse illuminata e potesse essere un punto evidente di riferimento per tutti insieme al suo luminoso campanile.

M’accorgo ora che ti sto parlando come se tu fossi ancora tra noi mentre invece te ne sei andata via in silenzio.

Cara Nena la cosa che più mi ha rattristato è il fatto che provavo a chiamarti a casa e in clinica, dopo aver chiesto tue notizie a Pietro, e ottenuto il telefono non sono riuscito a contattari per aggiornarti sui fatti di Ruscio e soprattutto per dirti che avevamo rispristinato la tua illuminazione sulla facciata della Chiesa.

Al tuo funerale ho voluto essere presente per darti testimonianza di quanto tu abbia contato e fatto per Ruscio e per i rusciari.

Ma ora la parola a tua nipote Sara che ha voluto ricordarti così:

Forte e combattiva lo sei sempre stata. Un angelo accanto a noi ovunque noi siamo. La tua vita è stata silenziosa, di lavoro, sacrifici. Ti amiamo e sei sempre con noi. Ti porteremo sempre dentro il nostro cuore. Una presenza che non ha mai smesso di esserci. Prega sempre per avere:  “gli occhi che vedono il meglio, un cuore che perdona il peggiore, una mente che si dimentica il male e un’anima che non perde mai la fede.”

Ti sei sempre accettata per come eri scoprendoti ogni giorno. Tutto ciò che hai fatto nella vita lo hai fatto con amore. La generosità è un dono che appartiene all’anima. Non ti sei mai arresa perchè avevi il cuore che sorrideva. Essere utile agli altri ti rendeva felice e la tua protezione più efficace era l’ottimismo. Sorridevi alla vita sincera e corretta senza mai nascondere fragilità e difetti. Ci hai insegnato che la maggiore soddisfazione è il dovere compiuto la forza più potente la fede e la cosa più bella della vita è l’amore. Dio è il miglior rifugio. Lascerai un’impronta nel cuore delle persone.

La tua bellezza ci darà la forza e la dignità per rialzarci. Aiutaci ad essere sempre più persone migliori. Riempici di bontà e allegria perchè possiamo trovare sempre nella vita il Signore.

Prega per noi la Madonnina che tanto amavi”.


 
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