Home arrow Archivio News arrow Ruscio in love

IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
I ritrovamenti archeologici di Pie di Immagine
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2018
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
Ruscio in love PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Natale 2020 - anno XXIX n. 3
Scritto da Valeria Reali e Federica Agabiti   

«Ci sorritono le labra insieme al cuore, scherzo di gioventù giorno di amore.»

...ovvero lettere d'amore, passioni e sentimenti, tenerezze e messaggi poetici: tutto sotto il cielo di Ruscio… e non solo.


Scene di un matrimonio

Vorremmo far parlare anche le immagini, in questa sezione romantica de La barrozza, facendoci 'regalare' dai protagonisti intervistati le foto del giorno delle loro nozze in modo da creare un album di matrimonio particolare, unico e irripetibile. Invitiamo quindi chiunque voglia, ad inviarci le proprie per raccontare il giorno indimenticabile.  

Non potevamo non cominciare con le care amiche, sempre presenti e disponibili a Ruscio, pronte ad accogliere le nostre richieste di collaborazione, anzi, spesso non c'è neanche bisogno di arrivare alla richiesta tale e grande è il loro senso di comunità : le mitiche Maddalena e Benedetta. 

In una carrellata di foto ci hanno raccontato il giorno del loro “Sì”   


Maddalena e Sandro

Correva il giorno 20 di Aprile,

era una Domenica primaverile del 1969.

23 anni lei e 25 lui, dopo due anni di fidanzamento, vengono uniti nel matrimonio dal nostro 

Don Sestilio, con lo zio Giuseppe e un collega di Sandro come testimoni.

Maddalena Salamandra di Mansueto e Ada Vannozzi, lascia la casa paterna sottobraccio del padre. Escono dall' "Archetto" del vicolo in direzione della Madonna Addolorata, vestita di un elegante abito acquistato da "Mozzone", negozio di abbigliamento e biancheria ancora noto e operante a Cascia.



 

 Foto del matrimonio di Sandro e Maddalena

 

Sandro Cioccolini, di Secondo e Pierina Nicoletti, sceso dal Casale Peroni a S. Maria dove la famiglia lavorava, l'attendeva in Chiesa.

Ci piace pensare alla macchina organizzativa di tutta la comunità che si metteva in moto, al coinvolgimento di tante persone che gratuitamente si offrivano per far sì che questa giornata così importante si svolgesse nel migliore dei modi. Il giorno del matrimonio, tutto il paese era felicemente in fermento per l'evento.

Dopo il fatidico “sì”, ad onorare la giornata di festa, nel salone al pian terreno del Palazzo dei Peroni, seguì un ricco pranzo preparato dalle donne di Ruscio, guidate da Marianna di Santino come cuoca, che immolarono ben 9 agnelli per il folto gruppo di ospiti.

Ci pare di sentire l'allegria e la bella atmosfera festosa che regnava! Auguri e congratulazioni urlati, brindisi, applausi, “bacio-bacio-bacio”, i versi dei cantori a braccio... e poi l'immancabile tradizionale colletta tra gli invitati per gli sposi che iniziavano una nuova vita insieme. 

Subito dopo la cerimonia, la partenza per Roma. A Sandro e Maddalena non è stata risparmiata neanche un’altra tradizione che riguarda invece la preparazione del letto nuziale che ha visto i giovani sposini impegnati la prima notte a togliere lo zucchero che le fidate 'amiche' avevano abbondantemente cosparso tra le lenzuola.  

L'immancabile viaggio di nozze ripercorse i luoghi del Servizio Militare di Sandro a Santa Severa, e toccò anche Pomezia, in visita ad uno dei suoi cugini.

Dopo dieci anni di vita romana che videro la nascita dei tre figli, Sabrina, Marco e Daniele, i due giovani riuscirono a realizzare il desiderio di far tornare tutta la loro famiglia a vivere nell'amato paese natio. Accolti dal triste evento del terremoto del settembre 1979 passarono lunghi ma felici anni nelle casette prefabbricate, precarie sostitute degli edifici danneggiati.


 

 

Benedetta e Gianni

Benedetta Agabiti nasce e cresce a Ruscio; animata da sempre da un dirompente spirito fattivo ed emancipato, dopo alcuni anni di lavoro presso la ditta Bosi di Leonessa, si spinge oltre regione fino a Rieti, dove comincia a lavorare alla Telettra, azienda del gruppo FIAT, che si occupava di progettazione e produzione di apparati per le telecomunicazioni.



 

 Foto del matrimonio di Gianni e Benedetta 

 

Insieme a due sue amiche, una di Leonessa e l'altra di Villa Ciavatta, dopo un primo periodo di pendolarismo, si stabiliscono nella città laziale, affittano una stanza, ed evitano così di percorrere tanti chilometri tutti i giorni, avanti e indietro.

Galeotto fu il posto di lavoro; lì infatti conosce Gianni Boncompagni.

All'età di 30 anni lei e 28 lui, decidono di convolare a nozze il 12 Giugno del 1977, dopo tre anni di fidanzamento.

Accompagnati dai papà Giacomo e Umberto, nel forte ricordo delle mamme scomparse, li sposa Don Lucio, prete reatino amante dei monti umbri della Valnerina, nella Chiesa di Santa Maria della Foresta, a Castel Franco di Rieti.

Benedetta indossa un abito di pura seta, disegnato e imbastito dalle sue sapienti mani. Credenze popolari la indussero poi ad affidarlo ad una sarta; sembrava, infatti, questa pratica essere di migliore auspicio.

All'Hotel Serena, a suon di gustose fregnacce alla reatina, continuò la festa, prima che i novelli sposi partissero alla volta delle Isole Tremiti, meta della loro luna di miele.

Con la nascita di Anna e Roberta la famiglia cresce, e sicuramente è stato duro per lei far coincidere famiglia e lavoro. In occasione delle dimissioni dopo 24 anni di lavoro in azienda, in una lettera le colleghe sottolineano infatti: “questa Telettra che prima ti fece innamorare poi il tuo Gianni ti ha fatto sposare, però una volta che ti sei sposata venire al lavoro è stata una gran faticata. Per tanti anni hai dovuto pedalare se la famiglia e il lavoro volevi conciliare”. 

Il legame indissolubile con Ruscio, però, non si spezza mai. Si innamora del paese natio della moglie anche Gianni, che viene a far parte di diritto della grande famiglia rusciara. 

 
< Prec.   Pros. >