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L’industria boschiva (I produttori di carbone e legna) E-mail
I Quaderni di Ruscio - I Carbonari
Scritto da Isidoro Peroni   

La legna è il più antico combustibile naturale, che, dopo la scoperta del fuoco, è stato per millenni la fonte primaria di energia (affiancata da quella idrica ed eolica).
Un primo processo tecnologico, anch’esso antichissimo, è quello della carbonizzazione del legno, che consiste nell’eliminazione dell’acqua e di altre sostanze con il calore, per ottenere un prodotto a maggior potere calorifico, costituito essenzialmente da Carbonio, cioè la produzione di carbone vegetale.
Il carbone, oltre a riscaldare ed a cuocere i cibi più semplicemente della legna nel camino, è servito per millenni a guidare il progresso dell’uomo permettendogli di estrarre dai minerali i metalli ed ad alimentare le fucine per forgiarli ed utilizzarli per opere di pace e, purtroppo, anche di guerra, attraverso le età del bronzo e del ferro.
Il carbone di legna ha infatti un potere calorifico di 6500 Calorie, un contenuto di Carbonio dell’80% e un peso in mucchio di 220 Kg /m3 , mentre la legna stagionata (secca) ha rispettivamente 4000 Calorie, 48% di C e 300 Kg /m3 di peso specifico e  la legna fresca 3000 Calorie, 40% di C e  peso specifico 400 Kg /m3.
La legna ad esempio non può essere usata nei forni siderurgici perché contiene troppa umidità e basso potere calorifico: la cottura nelle carbonaie permette la conversione in carbone utilizzabile.
Una soma di carbone, cioè la quantità trasportabile da un animale da soma, mulo in genere, è di circa 110 Kg.

Genova aveva una posizione prevalente in Italia. Già nel medioevo la Repubblica di Genova ricavava dai suoi territori montani dell’entroterra ligure, il legname per le sue flotte ed il carbone che veniva utilizzato, oltre che per  cucinare e riscaldare le case, per la produzioni delle armi da taglio e da fuoco nelle fucine genovesi.

Anche a Roma alla fine dell’ 800, quando la città cominciava ad espandersi, il settore del carbone era in mano ai liguri industriali e negozianti per tradizione, e la maggioranza degli esercizi sia nel centro storico che nei nuovi quartieri erano gestiti da liguri emigrati a Roma. Ricordiamo i nomi di  Sbarbaro, di Bigio, di Fossati.

Anche nelle nostre zone della Valnerina, dove, forse sin dall’epoca etrusca e certamente nel Rinascimento fino a tutto il ‘700, esistevano miniere e ferriere, utilizzate dallo Stato pontificio,
si sfruttavano i numerosi boschi e macchie per alimentarle , ed esisteva una tradizione di taglio dei boschi, produzione di carbone e trasporto all’utilizzazione non solo per uso domestico (vedi Cavallini “L’impresa di Monteleone).

Come ricorda Mario Lotti (vedi ”La barrozza”  Pasqua 2005), nella nuova capitale Italiana alla fine dell’ottocento sorgevano nuovi edifici, tutti forniti di cucine a carbone, ed il carbone era un genere di prima necessità, da trovare in qualunque momento sotto casa. Raccontava mia madre che i suoceri carbonai stavano a negozio fino a tarda ora anche la notte di Natale per servire i clienti freddolosi!

Un documento originale è il certificato di iscrizione nel registro delle ditte della Camera di Commercio e Industria di Roma di Peroni Isidoro fu Pietro che aveva dichiarato il 6 giugno 1911 di esercitare in via Belisario 2 il commercio del carbone e legna.

Una foto del 1914 riproduce Biagio Peroni militare, probabilmente davanti alla legnaia, col padre Isidoro a cavallo e lo zio Peppe Cicchetti sul birroccio. Un’altra foto degli anni ’20 mostra una carbonara fumante (per la carbonizzazione del legno). 

L’importanza del carbone è testimoniata anche dal fatto di essere un genere soggetto da sempre a tasse doganali ed imposte di dazio per entrare nella cerchia urbana di Roma. Vi mostro copie delle bollette di dazio degli anni ’20 del Governatorato di Roma, uffici daziari di Scalo S. Lorenzo, via Nomentana , piazzale Tiburtino e Ponte Salario:  un carico di circa 20 quintali (25 balle), corrispondeva a lire cinquanta.

Inoltre il carbone, per la sua indispensabilità nella vita quotidiana delle famiglie, è stato soggetto a tesseramento nei momenti critici: ad esempio, come si può leggere su il “Tempo” di Roma del 4 febbraio 1918.
“Il sindaco ha disposto:

1) ‘E istituita una speciale tessera per la distribuzione del carbone vegetale, mediante razioni di 2 kilogrammi ciascuna che verranno assegnati alle famiglie, in proporzione del numero delle persone che le compongono.
2) I cittadini potranno ritirare la nuova tessera per il carbone negli esercizi di vendita del pane presso i quali sono prenotati.
3) I giorni 9 e 10 febbraio tutti i negozianti di carbone della città dovranno denunciare all’Ufficio di Annona, in via del Gesù 59, la quantità di detto combustibile che hanno a magazzino. 
 a) Ogni tagliando della tessera darà facoltà di ritirare 2 kg. di carbone per ogni razione e per ogni settimana.………… 

Altre foto, degli anni ‘30 mostrano “imposti” cioè depositi alla produzione con mucchi di carbone vegetale, sacconi di carbone e la “basculla “ per pesare .

Nell’ Annuario Industriale di Roma e del Lazio, stampato nel 1938 dalla Tipografia del Senato
leggiamo sotto il titolo “Industria del Legno”

……Tradizioni ultrasecolari nella provincia (di Roma) ha l’industria boschiva, in particolar modo per la produzione, lavorazione ed impiego del castagno.
L’industria dei carboni di legna è anche in progresso in conseguenza delle forti richieste di tale combustibile per i numerosi gassogeni esistenti nell’Urbe.
Esercitano l’industria del legno e la boschiva 196 ditte con 2056 dipendenti.

Segue l’elenco delle ditte “Abbattimento piante – Legna da ardere – Carbone di legna “, tra cui cognomi noti del paese e dintorni ed altri, sentiti nella mia infanzia, di parenti ed ex “guardimposti” di mio nonno:

Archibusacci (Viterbo), Balducci (Usigni), Bellucci, Biggio (di origine ligure), Bosi (Leonessa), Cacciotti, Ciucci (Orte), Ercoli (Ocosce), Fabbri (Rieti), Marchetti (Monteleone), Gervasoni Passo Corese), Giannini (Vetralla), Jacorossi (San Giovenale), Margaritelli (Rieti), Perilli (Amatrice), Peroni (Ruscio), Peruzzi (Cura).

Per la ditta Peroni Biagio & Mario – Roma, via Calabria 17, è indicata come data di fondazione della società di fatto l’anno 1932 in cui Isidoro aveva ceduto l’attività del Taglio boschivo e  produzione di carbone vegetale ai figli.

 
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