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La Barrozza - Natale 2019 - anno XVIII n. 3
Scritto da Federica   

Roma 19/09/2019

Ci sono momenti che mai si vorrebbero vivere, oggi è uno di questi!

E’ il giorno in cui ci dobbiamo separare da una persona alla quale abbiamo voluto tutti un gran bene e che un mostro di malattia ci ha sottratto troppo prematuramente.

L’unico modo dunque che abbiamo è ricordare Simona e celebrarne la persona ringraziando il Signore per aver potuto camminare una parte della nostra vita con lei.

Sin da piccola Simona è sempre stata una persona timida, riservata, forse anche impacciata dietro i suoi grandi occhiali scuri. Sapeva disegnare molto bene, era precisa e sognava di fare la scuola per diventare geometra, ma c’erano troppi maschietti così per timidezza ha scelto un altro percorso. Crescendo però non ha mai perso la grande abilità con le sue mani: era in grado di cambiare un vestito, foderare un divano,  ideare e creare delle bomboniere, cucire e ricamare solo guardando una rivista.

 

 

 

Passano gli anni e la piccola Simona diventa una donna piena di valori concreti, non ha mai amato le apparenze e le vanità. Per lei le uniche cose importanti sono la famiglia, il lavoro e la salute non serve altro.

Sin dall’infanzia è entrato Gianluca nella sua vita, conosciuto a Ruscio il paese di suo papà Mario, dove con sua mamma Mirella e suo fratello Pietro trascorre ogni estate. Sono quelle colline, quelle poche case, quel campetto dove Simona trascorre i suoi momenti più felici e spensierati.

Insieme con Gianluca costruiscono giorno dopo giorno una famiglia iniziando dalla casetta che lei sempre descriveva: “piccola, semplice ma tutta mia”. In quella casa ha messo tutta se stessa cambiando e progettando ogni singolo oggetto e parete con infinita cura. Sei sempre stata un esteta, anche con poco riuscivi a rendere bello qualsiasi cosa.
Nel 2006 l’amore tra te e Gianluca vi ha regalato Valerio, un figlio che tanto avevate atteso e cercato. Pochi anni dopo un altro dolce visetto ha completato la vostra felicità, era arrivata Elisa il tuo ritratto.

Non ci sono parole per descrivere che grande mamma sei stata, ti sei occupata delle tue creature mettendole al centro della tua vita insegnando loro il rispetto delle persone ed il valore degli oggetti materiali, li hai sostenuti nello studio ed incoraggiati nello sport.

A casa tua mai è mancata una buona torta cucinata da te, che poi loro potessero portare a scuola come merenda.
Valerio ha la tua testa e la tua intelligenza numerica, disegna come te e chissà che tramite lui tu possa realizzare il sogno che coltivavi da bambina.
Elisa è una miniatura, misto tra te e la tua mamma Mirella. E’ una bimba piena di fantasia, virtù che ci auguriamo possa aiutarla nel gestire la tua mancanza.

Ad aprile di quest’anno hai scoperto di dover affrontare una battaglia, forse la più difficile della tua vita, hai pianto pochissimo, forse una sola volta, avevi paura ma hai affrontato le cure con il sorriso ed il coraggio di un soldato che ce la mette tutta per vincere e dare un buon esempio.

La tua famiglia ha fatto l’impossibile per aiutarti e starti vicina, tu di rimando, non ti sei mai fermata. Anche quando eri costretta a letto lavoravi all’uncinetto, detestavi sentirti un peso e i tuoi lavori ti hanno aiutato mentalmente ad affrontare ogni giorno da quel primo ricovero.

Questa estate ti sei rigenerata nel tuo paradiso in terra: Ruscio, era il posto preferito anche di Andrea, il tuo caro cugino che avevi perso ormai più di 20 anni fa.

Come lui hai scelto settembre per salutarci Simona, subito dopo il giorno del compleanno di tua mamma quasi per non associare un brutto ricordo alla sua data.

Vola in cielo piccola amica, mamma, moglie, figlia, sorella e zia adorata, vola nelle braccia del Signore che saprà darti la
pace che meriti.

Da parte di chi ti conosce da una vita

La tua amica Federica


 
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