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La Barrozza - Natale 2019 - anno XVIII n. 3
Scritto da Claudia   

Ti chiederei di cucirmi lo strappo che ho sul cuore. Ma tu sei altrove.
Al di là di questo muro di sgomento e rabbia.
Simona mia bella, quanto dolore.
Simona mia bella, quanto amore ancora per te.
Ti vedo: con la curva perfetta del tuo nasino, scoppiare in una risata che ti strizza forte gli occhi!
Con quel tuo viso da brava ragazza...quel viso pulito sia dal trucco che dagli inganni.
Eccoti lì, sull' uscio di casa tua che mi aspetti mentre salgo gli ultimi gradini...sapendo già di dover porre rimedio a qualche mio mostro di sartoria improvvisata.
Invece di tirarmeli dietro, i miei malloppi di stoffa, ridevi.

Ridevi, e facevi bene.
Perchè non avremmo mai immaginato di dover piangere tanto.

Oddio Simo', che é successo...

Che é successo...

Vorrei abbracciarti forte e poi una piccola carezza dietro la nuca, come facevamo noi. Quel piccolo gesto d' intesa e tenerezza tra amiche.
Che paura mi fa la strada di sempre senza di te.
Che desolazione in questi occhi, che non ti possono vedere.

Quante cose belle eri, tu:
In quelle tue esattezze, in quelle tue ricercatezze, sapevi eccellere. I colori ti scorrevano sottopelle in un ruscello di idee e d' immaginazione, che poi diventava fiume in piena.
La foce erano le tue abili mani, mani fatate.
Attraverso loro lo sfogo a tutto quell' ingegno e minuziosa attenzione.

Quanta passione, una vita in punta di ago.

Tutto cio' che toccavi, anche se malandato, trovava nuova vita.
E quanta ce ne hai dedicata di vita...
E quanta te ne aspettava ancora. Di diritto. Era tua.

Amica mia dolce,
chissà in quale parte di cielo starai già ricamando le stelle più luminose su soffici nuvole... Per farne coperte con cui cullare il sonno dei tuoi figli.

Signore Ti prego,
Per Lei il più bel paio d'ali: che siano di seta.

Che la sollevino in un volo leggero, oltre il peso di tutte le lacrime.

Con amore infinito, Claudia


 
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