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Ritrovata la tomba del Soldato Giovanni Carassai? PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Primavera 2018 - anno XXVII n.1
Scritto da Francesco Peroni   

L’interrogativo è d’obbligo. Le ricerche iniziate nel lontano 2004, con la pubblicazione del III Quaderno di Ruscio sui Caduti della Grande Guerra, non sono mai finite. Gli aggiornamenti sono stati costantemente pubblicati, ad integrazione delle risultanze di quella ricerca, sul sito www.proruscio.it.

CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI 

Abbiamo ritrovato la tomba di Attilio Pasquali, nella lontana Breslavia, in Polonia, e ricostruito gli ultimi mesi del nostro concittadino, prigioniero a Sprottau, ricoverato nel “Lazzaret” del campo; siamo riusciti ad identificare il luogo dove mori’ il Sergente Giuseppe Perelli, ricoverato nell’Ospedale da campo n.204 a San Giorgio di Nogaro, oggi trasformato in civile abitazione, e successivamente sepolto nel Tempio Ossario di Udine. Sul sito, abbiamo pubblicato la foto della sua lapide, insieme a quella del fratello Raffaele, deceduto nell’Ospedale di tappa di Salò e sepolto nel Sacrario del Cimitero Comunale.

Raffaele Cicchetti e Pietro Lotti rimarranno per sempre “Senza Croce”, dispersi nei deserti libici; Marco Angelini, sepolto nel Sacrario Militare di Oslavia, indistinto insieme a tanti altri commilitoni. Continuano, invece, le ricerche della sepoltura del bersagliere Francesco Cicchetti.

Di Giovanni Carassai, invece, avevamo notizie certe del suo ricovero nell’Ospedale di Trieste e del suo decesso, affetto dalla “febbre spagnola” e della successiva sepoltura nel locale Cimitero Militare di S. Anna.

 

Ospedale di Trieste, cartolina d'epoca  

 

Oltre non eravamo riusciti ad andare, non avevamo più notizie della sua tomba. Poi, come sempre avviene, un piccolo spiraglio: nel Registro delle Sepolture del Cimitero di S. Anna, abbiamo riscontrato la sepoltura di un giovane soldato di 22 anni, del 141 Reggimento Fanteria, deceduto il 23 marzo 1919. Il suo nome CORRAZAI GIOVANNI. Nome di battesimo, Reggimento, età, data del decesso e luogo del decesso – nel registro venne indicata Via F. Severo, dove si trova, tuttora, l’Ospedale di Trieste. Solo il cognome riporta una variazione: raddoppiata la “R”, trasformata in “Z” l’ultima consonante. Nessun altro soldato mori’ quel giorno.

 

 

 Documentazione da Archivio Cimitero Trieste   

 

Nel Registro degli Atti di Morte del Comune di Monteleone di Spoleto abbiamo la conferma che il nostro Giovanni sia stato sepolto nel Cimitero Militare di Trieste, essendovi stata trascritto l’Atto di Morte registrato presso l’Ospedale di Trieste. Una annotazione ulteriore: sia nell’atto di morte che sul registro del Cimitero è riportata l’età – 22 anni – e non la data di nascita. E una suggestione che lasciamo alla valutazione del lettore. Sotto al nome, sul registro del S. Anna è scritto: “Ruccio”. Una storpiatura dovuta all’interpretazione del dialetto umbro da parte di un friulano del nome del paese natio? Una sorta di dichiarazione d’amore per la propria casa natale, magari raccolta in fin di vita da un Cappellano Militare? Ruscio e non , come ci saremmo aspettati, Monteleone, il comune di nascita.

Riteniamo molto probabile che tale Carrozai Giovanni, di anni 22, del 141 Reggimento Fanteria, deceduto a Trieste, presso l’Ospedale Militare il 25 marzo 1919, sia il nostro Giovanni.

E poi? Il Cimitero Miliare di S. Anna, nel 1927 venne eliminato: le salme dei soldati trasferite nel cimitero di Villesse Zaule, in provincia di Gorizia. Il nostro Giovanni fu tumulato nella tomba 903.

Le nostre ricerche, da qui in poi, non riuscirono a progredire, finchè scoprimmo che successivamente anche il cimitero di Villesse fu rimosso, trasferendone le sepolture nel vicino Sacrario Militare di Redipuglia, la cui costruzione iniziò nel 1935, per dare degna sepoltura alle spoglie di 40.000 caduti noti, i cui nomi figurano incisi in singole lapidi di bronzo.

Qui un’altra scoperta: nessun Carrozai risultava lì sepolto, bensì Giovanni CARROZZAI, soldato del 141 Reggimento fanteria, deceduto il 25 febbraio e non marzo 1919. Sembrerebbero due persone differenti: la data di nascita è diversa. In realtà il Carrozzai proviene dall’esumazione della tomba 903 di Villesse Zaule.

 

  ricerca effettuata sul sito  http://cadutigrandeguerra.net 

 

Da questa ultima informazione abbiamo la certezza che il Carrozzai di Redipuglia sia lo stesso Carrozai di Trieste.
Inoltre, nessun Carrozai o Carrozzai risulta essere iscritto nell’Albo dei Caduti della Grande Guerra.


Di concerto con i familiari, l’Associazione Pro Ruscio sta curando l’istanza di verifica del nome del Caduto presso il Ministero della Difesa, Direzione Onorcaduti, affinché, qualora confermata la nostra supposizione, venga modificato il cognome sulla lapide.

 

La lapide della tomba intestata a Giovanni Carrozzai al Sacrario Militare di Redipuglia 

 

A 99 anni dalla morte, abbiamo, forse, ritrovato la sua tomba?

Perché questa ricerca, quale il senso di modificare il nome su una lapide? Certo, nulla cambierà nei confronti della Storia e dell’esistenza di Giovanni. Ma riteniamo che sia nostro dovere nei confronti di un nostro compaesano di 22 anni, deceduto lontano da casa, probabilmente senza che neanche riuscisse a capire il senso del suo sacrificio. Non potremo più offrire consolazione ai genitori Nicolino Carassai di Tolentino e Giuseppina Panella “de Aliena”, che non seppero mai dove piangere il proprio figlio, il cui nome si è perpetrato nelle generazioni successive: il fratello Giovambattista lo diede al proprio figlio (il Giovanni Carassai titolare della osteria di Ruscio) e poi al nipote Giovanni, nostro contemporaneo.

Possiamo, però, nel ricordo di Giovanni, capire quanto sacrificio, quante vite sono state sacrificate nella nostra storia, per un ideale, la Patria, che oggi assume una differente accezione, ricomprendendovi quegli ideali di fratellanza universale, di diritti comuni, al di là dei confini geografici.

Questo il senso della modifica di alcune consonanti su una lapide.

 
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