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Whatsapp e la festa della Madonna Addolorata PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Primavera 2018 - anno XXVII n.1
Scritto da Renato Peroni   

E’ sempre con una certa curiosità che si accede a Whatsapp quando il nostro  cellulare manda un segnale sonoro di arrivo di un messaggio. D’altra parte il termine deriva dall’espressione anglosassone “what’s up” (“come va?”, tradotta in italiano) e App (Applicazione) che rappresenta un invito ad interessarsi dell’altro e crea un senso di appartenenza ad un gruppo finalizzato a socializzare.

Ieri, 8 febbraio 2018 il mio cellulare ha trillato continuamente segnalandomi che il gruppo  “Santesi 2018” si era attivato con scambio di numerosi messaggi per concordare un incontro preliminare a Ruscio nel quale discutere sui programmi da realizzare in occasione della prossima Festa di Agosto per onorare la nostra Patrona.

 

foto_occhiuzzo_processione2 

Una suggestiva immagine della facciata della Chiesa, durante la processione della statua della Madonna Addolorata (foto Sergio Occhiuzzo)

  

L’uso della tecnologia, anche per questa circostanza che riguarda la tradizione religiosa e culturale del nostro paesello, mi ha fatto riflettere sul grande cambiamento in atto nella nostra società consentendo un colloquio a distanza tra più persone con uno scambio di comunicazione così immediato e colloquiale, rendendo tutti gli aderenti al  gruppo compartecipi delle decisioni da prendere ed eliminando  sul nascere ogni espressione del tipo “io non sapevo…..”, “nessuno mi ha detto…..”.

Organizzare i festeggiamenti in onore della Madonna Addolorata è stato sempre un compito certamente non facile ma, quest’anno, diventa ancora più impegnativo stante l’attuale situazione economica aggravata dai recenti eventi sismici che hanno fortemente contribuito ad una specie di spopolamento del Paese dovuto ai danni subiti da diverse case e, fatto ancor più grave, dalla paura silente ma sempre presente nell’animo della gente, del ripetersi di tali disastrosi fatti.

Allora, per superare tali resistenze e difficoltà, occorre impegnare una maggiore energia per sollecitare tra i paesani, residenti e non, quello spirito di partecipazione e adesione alle  iniziative che i Santesi porranno in essere per onorare la nostra Patrona e far rivivere, così, una tradizione che i nostri padri, fortemente legati al luogo d’origine, in circostanze economiche forse più difficili e precarie di quelle attuali, hanno sempre onorato, anche a prezzo di grandi sacrifici, dimostrando un sincero spirito di appartenenza al Paese e alla sua Comunità.

Viva dunque alla nuova tecnologia ed allo strumento che consente, anche stando lontani, rapide  comunicazioni tra tutti i Santesi 2018 per concordare le decisioni necessarie con lo scopo di ridare lustro e vita a ciò che rappresenta un momento carico di religiosità ma anche di forte coesione e gioiosa socialità, che accomuna tutti i paesani, credenti e non credenti, spinti dalla voglia di trascorrere una sana giornata di festa, nel ricordo delle antiche tradizioni paesane.
Buon lavoro Santesi !

 
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