Home arrow Il campo di prigionia PG n. 117

IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2015
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
Silenzio si gira… Motore… Ciak, Ruscio e Rusciari in scena… AZIONE! PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Estate 2017 - anno XXVI n.2
Scritto da Valeria Reali   

Divi per un giorno 

Cercheremo di spiegare come nasce e si sviluppa l’idea di un corto su Ruscio, dove noi saremo attori protagonisti e quattro nostri nuovi amici, Daniele, Giorgio, Filippo e Marco, registi.

Con l’associazione MenteGlocale hanno vinto il bando “TV di Comunità 2017” promosso dal CO.RE.COM.Umbria (Comitato Regionale per le Comunicazioni dell'Umbria) sotto il titolo di “Terremoto: raccontare per ricostruire”. Il loro progetto si chiama “Restart-Comunità resistenti” e racconteranno quattro storie della durata di una quindicina di minuti ciascuna sulla ricostruzione, i legami, la cultura e le tradizioni nella Valnerina post-sisma.

 

 

 

   

“Il Progetto si concretizzerà nella produzione di inchieste video su quattro aree tematiche, legami sociali, economia, cultura e turismo,  nella convinzione che solo il "racconto" di quanto accade nelle zone colpite dal sisma contribuisca a non far spegnere i riflettori sul terremoto, a far emergere storie ed esperienze utili a rendere più solida la ricostruzione (sia materiale che immateriale), a far riflettere le comunità stesse sulle loro potenzialità.” (cit. bando del concorso).
Siamo più che consapevoli di non aver subito gravi danni con i recenti terremoti, ma ciò che maggiormente ci preoccupa è lo spopolamento del paese e la possibilità che non sarà più come prima. Da qui il nostro tenace impegno e proposte mirate e questo documentario è una buona cosa.
Ci hanno contattato tempo fa dicendo che avevano saputo di noi, e che su di noi e del nostro paese volevano raccontare una storia che, seppur con pochi minuti a disposizione, rendesse al meglio la nostra peculiarità dello stare insieme e la nostra socialità. Quale momento più azzeccato della cena in piazza di fine estate, dove ognuno diventa ospite e invitato dell’altro con la condivisione del cibo cucinato in casa propria. 

 

 

Il documentario si concentrerà proprio sulla cena del 24 agosto (la scelta della data era per noi un atto dovuto), e gli autori seguiranno i preparativi e i protagonisti di questa festa popolare. Il racconto comincia però qualche settimana prima dell'arrivo dei rusciari che vivono  fuori, i “romani” come vengono chiamati dai paesani, quando ancora parecchie case sono chiuse, con Maddalena che fa il giro del paese con il suo grosso mazzo di chiavi ed entra in quelle stesse case che le sono state affidate per farle arieggiare e prepararle per l’arrivo dei proprietari.
Giorgio e Daniele, venuti in avanscoperta, passeggiando per Ruscio, hanno osservato, guardato e analizzato con attenzione tutti gli angoli del paese cercando gli scorci migliori per raccontare la loro storia che già avevano nella testa.

Non è facile per noi, non siamo abituati a farlo e spesso c’è superficialità nel guardare un posto, specie se a quel posto si è abituati. Invece dovremmo usare la sensibilità per osservare la luce, i colori, e captare e immagazzinare tutte le sensazioni che l’ambiente circostante genera in noi. Eppure loro, con niente hanno visto e immaginato il contesto giusto.
Il primo sopralluogo è servito per conoscere il paese e Maddalena che rappresenta un po’ nel soggetto della storia la guardiana di Ruscio.
Una seconda volta, invece, un sopralluogo mirato alla scelta di inquadrature e luci, un nuovo incontro con Maddalena e alla visione di alcune case per capire quale  facesse al caso loro (case prima chiuse che poi ad agosto ritorneranno vive e con persone che le popolano).

Le prime scene racconteranno quindi il paese ancora ‘vuoto’, le persiane chiuse e il lavoro di Maddalena. Con un salto in avanti nel tempo siamo poi ad agosto, un primo pomeriggio in casa di Maddalena intenta a tagliare il guanciale per il sugo che sarà usato per condire la pasta della cena sociale mentre in piazza si stanno allestendo i tavoli per la serata, ognuno in casa propria è intento a preparare il secondo piatto scelto e… il resto ve lo racconteremo il 24 agosto, a cena dove andremo numerosi.
Tutti invitati, quindi, dobbiamo essere in tanti, cominciate fin d’ora a programmare il menu e ad affilare i coltelli.

 


 

Da un concorso di idee per le emittenti televisive e radiofoniche umbre “Terremoto: raccontare per ricostruire. Legami sociali, economia, cultura e turismo” nasce un documentario girato a Ruscio

“Maddalena”

Regia di Daniele Suraci
Soggetto e sceneggiatura: Daniele Suraci, Giorgio Vicario e Filippo Costantini
Fonico e suoni: Marco Suraci

Backstage e curiosità - Foto dal set e dietro le quinte del documentario
(foto di Valeria Reali e Federica Agabiti)

 


 

 

 

 
< Prec.   Pros. >