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La Barrozza - Estate 2004 - anno XIII n. 2
Scritto da la Redazione   
giovedì 06 luglio 2006


Pubblichiamo l'inizio di un pezzo che Osvaldo aveva cominciato a scrivere e che, purtroppo, non ha potuto portare a termine. Per il nostro compianto amico, ogni spunto era l'occasione per gettare su un foglio, appunti e annotazioni; per ricercare, dalla viva voce dei più anziani, quegli elementi che gli permettevano di ricostruire storie dei tempi andati, perchè le nostre memorie storiche e le nostre tradizioni non cadessero nell'oblio.
Caso ha voluto che, quest'ultimo pezzo, avesse per argomento qualcosa legato alla morte; voleva parlarci di quel vecchio carro funebre che tutti guardavano un poco irriverenti, ma certamente incuriositi, e che ha accompagnato tanti nostri avi al cimitero di Monteleone.

Vita e morte di un carro da morto
Chi possiede ancora la memoria lunga, ricorda quel maestoso carro di legno nero che, trainato da due cavalli bardati in pompa magna, veniva utilizzato in occasione del trasporto di una salma, fino all'attuale cimitero. Anche questo carro, come ogni cosa, ha avuto una nascita ed una morte. L'idea di un mezzo per il trasporto funebre venne a.

Qui si conclude. Sarebbe bello che una penna qualsiasi riempisse quei puntini, per concludere la storia e raccontarci cio' che Osvaldo avrebbe certamente narrato con amore, umorismo ed ironia.

 
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