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Novita’ e scoperte intorno alla campana di S. Lucia PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Natale 2015 - anno XXIV n. 3
Scritto da Stefano Vannozzi   

Opera autografa di Luigi Petrolini da Trevi, fonditore umbro del XVIII secolo

Trovandomi a Monteleone di Spoleto nei primi giorni dello scorso dicembre, in occasione delle festività del patrono San Nicola, armato di macchina fotografica, non ho potuto fare a meno di effettuare un veloce e fugace sopralluogo presso la chiesetta rurale di S. Lucia.

Come già precedentemente ipotizzato, la presenza di un’inedita iscrizione dedicatoria sulla piccola campana ha avuto ora piena conferma. Malgrado le cattive condizioni di luce non mi abbiano purtroppo consentito di rilevare appieno l’intera legenda che corre intorno alla parete esterna superiore della campana, precludendomi quindi la completa lettura dell’opera, altresì è emersa in tutta chiarezza la firma apposta dal Nolarum artifex (dall’artigiano campanaro) con il luogo di provenienza e la data di realizzazione del manufatto (quest’ultima purtroppo non perfettamente visibile all’atto del mio sopralluogo).

 

 

La campana di S. Lucia - foto Stefano Vannozzi, dicembre 2015 

   

La scritta in lingua latina corre sopra un fregio decorato con gusto classico da palmette, ovoli, racemi, festoni e testine umane di chiara ispirazione rinascimentale. Ben leggibile, a rilievo con caratteri capitali, è la seguente dedica:
«ALOISIUS PETROLINI DE TREBIO · F (ecit) · A. D. MDCC (?)».

Esse è traducibile pressappoco come: LUIGI PETROLINI DI TREVI (dell’Umbria) FECE (questa campana) NELL’ANNO DEL SIGNORE MILLESETTECENTO(?).
Di Luigi Petrolini di Trevi, fonditore e fabbricatore di campane, è noto almeno un altro lavoro (ma certamente tanti altri innumerevoli manufatti sono ancora “nascosti” sui campanili dell’Umbria e dintorni). Una campana con la sua firma è attualmente collocata sulla torre della chiesa di S. Pietro nel comune di Montanay, vicino Lione, nella regione del Rodano Alpi (Rhône-Alpes) in Francia.

Dubito tuttavia fortemente che quest’ultima campana sia nata per questa chiesa. Come sia finita in suolo francese è facilmente deducibile, a mio dire, riconoscendola come probabile residuo delle innumerevoli campane requisite in molti conventi d’Italia, in gran parte fuse per scopi bellici, dall’esercito napoleonico fra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. In tal caso non nascondo che sarebbe davvero interessante scoprirne la vera origine e storia. La sua iscrizione recita:
«VENERABILE MONASTERIUM A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE / JESUS MARIA VIOLANTE VECCHI ABBADESSA ALOISIUS PETROLINI DE TREBI BONI / F(ecit). A(nno). D(omini). MDCCLXXXXVI».

 

 

La campana di S. Lucia, particolare  - foto Stefano Vannozzi, dicembre 2015  

    

Di questa famiglia di campanari umbri, ancora poco o affatto studiata, si hanno purtroppo ancora dati limitati e scarsa documentazione. È comunque noto un altro personaggio, tal Carlo Antonio o Carl’Antonio Pietrolini o Petrolini, forse il padre o il fratello maggiore di Luigi, attivo nella seconda metà del XVIII secolo.

Se ne ha nota nel maggio del 1761 quando, sempre nella città natale di Trevi, acquista a peso di metallo vile un’artistica porticina in ottone di un tabernacolo antico presente in Sant’Emiliano:
«A dì 10 maggio 1761. Ricavati scudi sei e bajocchi novanta delli sei candelieri d’ottone antichi ed alcuni rotti venduti con licenza delli Visitatori del Vescovo e detti candelieri pesorno libbre trenta sette meno tre once venduti a Carl’Antonio Pietrolini Campanaro per il prezzo di bajocchi quindici la libbra, come anche gli fu venduta una porticina d’ottone del Tabernacolo Antico di pietra, che detta porticina pesò libre nove ed oncie tre il tutto pesato in presenza del Sagrestano Giuseppe Gradoni, che in tutto furno libre quaranta sei d'ottone al sud(dett)o prezzo, dico in tutto scudi 6,90. E del sud(dett)o danaro sono stati fatti altri sei candelieri, come si dice a libro d’uscita a carte 15».

Un’altra sua memoria è invece nell’iscrizione dedicatoria apposta sulla campana realizzata nel 1772 insieme al maestro Burcatelli di Perugia per la Concattedrale di S. Maria Assunta di Cortona (AR), che recita: «CAROLUS ANTONIUS PETROLINI DE TREBIO ET PASCHALIS BURCATELLI PERUSINUS FÉ. - D. O. M. HOC OPUS IMPENSIS JOSEPH IPPOLITI EP. CORTON. ET CAP. CATHED. ECCLES. PIORUM SUBSIDIIS CURA EQ. ANT. MAR.». Risulta ancora attivo nel 1775.

Bibliografia essenziale:
Della Cella A., Cortona antica. Notizie archeologiche storiche ed artistiche (…), Tipografia sociale, Cortona, 1900, p. 297.
Bonaca A. (Don), Le memorie francescane di Trevi, estratto da «Studi Francescani», anno XIII, n. 1, Firenze, 1927, pag. 61.
Bonaca A. ( Don), L’altare di Mastro Rocco di Tommaso da Vicenza nella chiesa di S. Emiliano in Trevi, Tipografia Economica, Perugia, 1934 - XII, p. 21, estratto dal «Bollettino della R. Deputazione di Storia Patria per l’Umbria», volume XXXI, pp. 59-91.
Bollettino d’arte, 1949, p. 91.
Neri E., De campanis fundendis (…), Vita e Pensiero, Milano, 2006.
Polia M., Tra Cielo e Terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Edicit, Foligno, 2009.



 
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