IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2018
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
La "sarce" E-mail
La Barrozza - Pasqua 2005 - anno XIV n. 1
Scritto da Roberto Arrigoni   
martedì 27 giugno 2006

Chi frequenta il “campetto” lo sa: la grande “sarce” (salce) dietro la porta del campo di calcio, lato-corno, ne ha prese di pallonate. Ha resistito ai tiri di cannonieri della portata di Marco “Piccaru”, di Sergio “Lu barone”, di Pietro “il gigante”, di Massimo “er capone”, di Guerino Perelli, tutti campioni locali che spesso hanno “potato” la sarce a suon di goals mancati.

foto_2005_arrigoni 

Il Consigliere Roberto Arrigoni sulla storica "sarce"

La vecchia sarce ha svolto anche un lavoro oscuro: ha protetto il campetto dalle piene del Corno, trattenuto con le sue radici, come una mano amica, la terra che la forza dell’acqua voleva strapparle.

Probabilmente, di età secolare, è stata sicuramente silenziosa testimone della nascita del campetto e di tutti gli sforzi dei volontari della Proloco che nel corso degli anni hanno trasformato quel triangolo di terra in uno dei patrimoni della comunità di Ruscio. Ora per motivi di età e per necessità di sistemazione dell’area giochi (frequentatissima) è stata mandata in pensione.

Queste poche righe di sentimentalismo “alla rusciara” non vogliono attribuire necessariamente ai vegetali un’anima, così come avviene in noto romanzo di successo (“L’albero” di Guido Mina di Sospiro), ma, semplicemente, rinforzare ancora di più quella coscienza ecologica che la nostra comunità ha dimostrato di avere (vedi giornata ecologica, parco del Corno e altre iniziative) e di voler coltivare ancora.

 
< Prec.   Pros. >