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Andar tra vecchie carte PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Pasqua 2015 - anno XXIV n. 1
Scritto da Valeria Reali   

Andar tra vecchie carte e lettere, cercando di immaginare e ricostruire la vita in paese di qualche anno fa, riuscendo possibilmente anche a dare una voce agli ‘antichi’ familiari conosciuti solo dalle fotografie e dai racconti dei nostri genitori.

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“Carissimo Consorte,

Rispondo alla tua lettera e sono contenta che godi buona salute…”

Così mia nonna, anzi la mia bisnonna, Rosa, mamma di nonno Baffone, scriveva al marito Giovanni lontano da casa in quel periodo.

La data, ‘Ruscio, 12 Marzo 1916’
La guerra è ormai scoppiata da quasi due anni, e da uno, anche noi ne facciamo parte. E la violenza fu così grande, così grande, che finirono per chiamarla la “grande guerra”.
Il progetto sulla prima Guerra Mondiale che ormai da mesi ci vede impegnati, ci ha spinto alla ricerca e recupero di documenti e lettere per la nostra raccolta.
Nei quattro anni di guerra, in un’Italia semianalfabeta, sono molte le lettere e le cartoline scritte dal fronte  e da casa al fronte. In quel periodo la posta impiegava due o tre giorni ad arrivare a destinazione, tempi di consegna che oggi si fatica ad immaginare.
E scrivere in guerra si rivelò una necessità esistenziale. Ma, se gli ufficiali colti, quando scrivevano alla famiglia, scrivevano un po’ anche per i posteri, un soldato subalterno, che prima di essere chiamato alla guerra faceva l’operaio, il contadino, l’artigiano, scriveva con l’unica ambizione di rivolgersi ai suoi familiari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischiava di interrompere. “Un fiume di corrispondenza per una storia raccontata dal basso” come è stata definita da alcuni storici.
Fortunatamente non è il caso della mia lettera, nonno non era al fronte, o almeno ancora non era stato chiamato.

‘Ruscio, 12 Marzo 1916’
Mi sono sentita un’ intrusa sbirciando tra le righe di questa lettera, intrusa ma anche emozionata reggendo delicatamente con le mani il foglio ormai ingiallito dal tempo, preoccupata di non romperlo per non spezzare il legame ritrovato con i cari conosciuti solo dalle foto cimiteriali.
Non so dove nonno Giovanni, Lu Lunco per tutti i paesani, fosse in quel periodo, dal testo non si capisce. Probabilmente lontano da casa per la transumanza come era solito nel periodo invernale.
Nonna è contenta che il marito stia bene e lo informa che anche lei e i figli “grazia Dio…Mentre vi spiego della povera nostra madre…”

Nonostante la drammaticità del momento storico, principalmente lei è preoccupata da angosce strettamente familiari, la comunicazione al marito della morte di sua madre, nonna Adelaide.

“…il medico gli disse era male vecchio, male di cuore… ma a letto non ci è stata mai un giorno, che non ci poteva stare, eppoi ben sai che della morte non ne poteva sentirlo.”

E poi più avanti “…quella mattina che spirò, il 28 scorso alle 7 di mattina”
Lo scritto mi restituisce un’immagine di lei che ben coincide con l’idea fattami dai continui racconti e richiami di mia madre, che dalla nonna è stata cresciuta.
La grafia di un inchiostro nero è minuta e ordinata, piacevolmente inclinata a destra come spesso si ritrova negli scritti dell’epoca passata quando, senza la pressione dei veloci sms odierni si dedicava alla scrittura il giusto tempo necessario.

Le frasi semplici e corte permettono facilmente la comprensione del suo racconto e riesce ad agganciare le sue premure familiari al momento storico che tutti vivevano: “speriamo che pregherà per noi che ci ritrovamo in questo brutto secolo che giorno, per giorno, mi pare di sentire la tua chiamata.”
“…vi saluta tanto Menicandonio e si trova in licenza e sta bene, Mariano ha scritto questa mattina vi saluta tanto, e vuo sapere se sei chiamato”
E finisce “Vi rinnovo i saluti… mentre mi firmo tua consorte
Rosa Vannozzi
Ruscio, 12 Marzo 1916

Soldato di 3^ categoria, nonno Giovanni fu chiamato alle armi il 2 dicembre 1916 ma non partì mai per il fronte, fu lasciato a disposizione del Comitato Regionale di Monteleone ed aggregato al Battaglione Autonomo del 52° Fanteria in Terni
Cessa dalla qualità di lasciato a disposizione il 25 novembre 1918.
Inviato in licenza illimitata a senso delle Disposizioni Ministeriali il 25 dicembre 1918
Servizio effettivo sotto le armi 2 anni e 23 giorni.

 
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