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Arte, storia e beni culturali di Monteleone (Ruscio, Trivio e dintorni) PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Estate 2014 - anno XXIII n. 2
Scritto da Valentina Marino   

Da alcuni giorni è finalmente disponibile la nuovissima “App” di Monteleone di Spoleto, un’applicazione (App è infatti abbreviazione di application, ovvero applicazione) software pensata e creata per essere utilizzata dai dispositivi mobili, ovvero i telefonini di ultima generazione e i tablet, come gli iPhone e iPad della Apple, gli smartphone con sistema operativo Android creati da Google e i Blackberry canadesi.

L’App di Monteleone, commissionata dal Comune di Monteleone di Spoleto e creata dalla società KBsolutions di Perugia, è compatibile con iPhone, iPad e iPod touch e ottimizzata per iPhone 5.

I contenuti sono stati elaborati dal geologo Federico Famiani nella sezione del territorio e delle tradizioni, mentre da Stefano Vannozzi e me nella sezione storico-artistica.

Di fondamentale importanza sono state la collaborazione dell’associazione ArcheoAmbiente onlus e del Comune di Monteleone di Spoleto e il coordinamento del Sindaco Marisa Angelini.

Un’apposita pagina di presentazione sul web la descrive come “App ufficiale del Territorio del Comune di Monteleone di Spoleto, 1000 metri di alta bellezza e perla di gusto. Resistere a Monteleone ed al fascino che emana è difficile. Impossibile non tornarci. Con questa App sarai sempre aggiornato per tutto quello che c'è da sapere su Monteleone di Spoleto”.

Reclutata con grande piacere assieme a Stefano Vannozzi in questa impresa, abbiamo infine sviluppato ben 44 schede storico-artistiche che trattano di personaggi noti, chiese e monumenti. Non indifferente è stato l’impegno necessario per approntare e strutturare ognuno di tali testi su tre diversi livelli di contenuto (con un brevissimo scritto di presentazione, uno scritto di media lunghezza e un più lungo testo di approfondimento); soprattutto, tutt’altro che semplice è risultata la redazione di testi che rispettassero i criteri di veridicità, uniformità, gradevolezza e originalità.

Un merito particolare è da riconoscersi al Sindaco Angelini nella lungimiranza di vedute nel volere la composizione di schede che non fossero frutto del purtroppo radicato meccanismo del classico copia-incolla, ma che apportassero invece nuovi contributi, con contenuti corretti nella forma e soprattutto nella sostanza, e che fossero comprensibili a tutti, evitando gli eccessivi tecnicismi e le spiegazioni tediose. Il lavoro di ricerca e studio finalizzato a questo progetto ha costituito, difatti, una preziosa occasione per rimettere in ballo vecchie tesi con nuove trattazioni, su basi documentate, in luogo di supposizioni divenute nel tempo quasi una realtà storica incontrovertibile dei beni artistici di Monteleone di Spoleto.

Fra le diverse novità, rese pubbliche per la prima volta, segnaliamo: il riconoscimento a Butino del forse unico manufatto superstite (a vista) degli originari piloni di sfiato del più antico condotto d’acqua del paese, risalente al periodo cinquecentesco; l’attribuzione documentata del rifacimento di buona parte delle mura e baluardi negli anni 1463-65, realizzata dal noto mastro lombardo Beltramo di Martino da Varese e dalle sue maestranze; l’erezione della chiesa della Madonna Addolorata in Ruscio ad opera congiunta di Don Biagio Peroni (1707- 1794), vice curato di San Nicola e cappellano di Sant’Antonio di Padova, e dello zio e parroco D. Filippo Peroni; l’accertato riconoscimento dell’erronea attribuzione di scoperta fatta a Trivio di un’iscrizione romana murata invece dal XV secolo nel portale di Sant’Emiliano a Trevi (PG).

Questa breve presentazione vuole essere un invito a “navigare” nella riscoperta di questi luoghi, consapevoli del fatto che il presente è la sovrapposizione di tanti passati la cui conoscenza è indispensabile per raggiungere quella ricchezza personale che deriva anche dalla maggiore consapevolezza di ciò che ci circonda.

 


Le “schede storico artistiche” relative al nostro Ruscio, saranno pubblicate sul sito www.proruscio.it per renderle disponibili anche a coloro che non hanno dimestichezza con le nuove APP.                                                

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