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Cara dolce zia PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Estate 2013 - anno XXII n. 2
Scritto da Beatrice e Nicoletta   

Cara dolce zia, 

sei una delle persone  che io amo di più, sei come l’altra nonna che non ho avuto.
Proprio ieri ho rivisto la foto sulle stradine del Trivio. Ti voglio un mondo di bene, e credimi che te lo vorrò sempre. Le mie colazioni con te, le passeggiate insieme, i sorrisoni e quando giocavamo con Lellina e Ciccio Bello... non dimenticherò i momenti passati con te  perché  sei 10 anni della mia vita. Tanto non mi devo preoccupare perché un giorno ti rivedrò e faremo le cose che abbiamo sempre fatto. Sai anche Cosmo, il mio cagnolino ti ha sempre voluto bene e voleva anche lui giocare quest’estate con me e te insieme e fare lunghe passeggiate. Non potrò  più andare sui monti dove mi spiegavi sempre tutto quello che sapevi. Non dimenticherò mai neanche quando 3 anni fa a Ruscio mi insegnavi le preghiere e mi spiegavi che cosa voleva dire Gesù nel proprio corpo.  E mi dispiace anche perché volevo che tu fossi la mia  madrina di Cresima.

 Ciao la tua nipotina Bea!!!

Ciao Zia,
con il passare degli anni sei diventata una delle persone piu importanti della mia vita, un punto di riferimento, tanto da considerarti quasi come una mamma con una sensazione che so di poter condividere solo con te.
Sei stata una delle pochissime persone in grado di capire al volo e subito i miei pensieri, le mie emozioni e i miei stati d’animo.
Hai combattuto con me nel percorso di Beatrice, e ti sarò sempre grata di avermi dato la forza ed il coraggio di crescere insieme la nostra piccola bimba, che è sempre stata un po’ anche tua…. Le abbiamo insegnato a vivere, ad amare a confrontarsi con Dio e a gioire della vita…..
Quando ti dissi di aspettare Beatrice tu mi dicesti di aver sognato Zio Angelino che ti affidava un neonato….. e allora tutto tornò chiaro….. ti veniva affidata lei ed hai assolto il tuo compito in modo ineccepibile, donando a mia figlia un amore che oggi ha un valore inestimabile….
Quando qualcuno se ne và, il primo grande dolore sono laceranti nostalgie, le parole mai dette, l’infinito bisogno di rubare ancora solo un'istante alla morte per poter sciorinare tutto ciò che altrimenti resterebbe inascoltato, ed è così che accaduto, anche io ho parole non dette, ma imparerò  a parlarti lo stesso con la certezza assoluta di saperti lì ad ascoltare.
Imparerò a parlarti guardando le nostre montagne…. Che tu tanto adoravi….. La valnerina che per te era lo spettacolo più bello del mondo, ricordo vivo dentro me quando andammo sui Pirenei ed in cima tu mi prendesti da una parte e mi dicesti….. “ma non ti sembra che sia come stare a Ruscio, i nostri monti sono più belli”, monti che abbiamo esplorato, monti su cui abbiamo portato Beatrice e i suoi amichetti con divertenti pic nic nella speranza di insegnare anche a loro ad amarli… e allora ti prometto che continuerò il nostro percorso, continuerò a portarli a fare queste passeggiate con la consapevolezza che starai li accanto a noi.
Continuerò ad aprire le finestre immaginando di scorgerti in piazzetta e sentendo la tua voce che mi da dolcemente il buongiorno…. Chiuderò gli occhi ed immaginerò i nostri aperitivi da Gigetto, la piantina sul tuo davanzale che ti regalavo sempre all’inizio di ogni estate, le nostre chiacchierate sul tuo terrazzo, intime chiacchierate, di pensieri profondi, indicibili forse a nessun altro.
Abbiamo sempre pensato e detto di essere in sintonia, telepatiche, con ricorrenti pensieri uguali, con le stesse paure.. paure che oggi porterò dentro sapendo che tu continuerai a condividerli con me e a proteggermi….
Sono sicura che ora ci stai guardando tenendo per mano il tuo amato Marcello, che tu chiamavi affettuosamente Salvoni….
Grazie per le certezze che mi hai dato, per le cose che ho imparato vivendoti accanto, so che forse è poco ma posso solo dirti Grazie per ogni cosa, per ogni momento, per ogni attimo vissuto con te…..

Ciao Zia…..
Nicoletta

 
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