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La Barrozza - Pasqua 1997 - anno VI n. 1
Scritto da Osvaldo Perelli   

La fiammante LANCIA APRILIA, che l’ultimo rampollo della famiglia Perleonardi custodisce come un prezioso gioiello di famiglia nella sua officina di Monteleone di Spoleto, rappresenta l’ultima “antenata” delle vetture che Angelo Perleonardi, detto Capodiferro, per primo utilizzò per il trasporto di persone da Monteleone a Roma.
La storia di Angelo Perleonardi ha inizio a Roma come chauffeur alle dipendenze del principe Alessandro Torlonia alla guida di una BREVETTI FIAT, i cui fari andavano a carburo.

Il passaggio della vettura di sera per le vie della capitale lascia facilmente individuare agli occhi dei passanti il personaggio trasportato, sia per la rarità della vettura a quei tempi, sia per la scia di fumo che i fari a carburo emanavano.
Niente a che vedere, comunque, con gli scarichi dei gas odierni.

Nel 1920 il nostro pioniere del trasporto pensò di mettersi in proprio ed acquisto un autobus Bielle senza copertura, a cielo aperto, con il quale iniziò il servizio di trasporto da Monteleone a Roma e viceversa; ma questo servizio durò ben poco, sia per motivi meteorologici, sia per la lentezza del mezzo ed i relativi infortuni di percorso (vedi continue forature o motore in ebollizione), per cui capitava che alcuni “passeggeri” procedessero a piedi avvantaggiandosi sulla tabella di percorso, approfittando per farsi una fojetta al ristoro della Valletta.

Il nostro decise allora di passare ad un tipo di lavoro più pratico e più consono ai mezzi moderni, e alla fiera di Milano acquistò una FIAT 501 e successivamente una LANCIA LANDA, con le quali iniziò un “servizio di piazza” più confortevole e sicuro, avendo come collaboratore Antonio Ciampini.
Nell’immediato dopo guerra (siamo nel 1949) ritenne che i tempi fossero maturi per effettuare un servizio di trasporto più adeguato alle richieste di una clientela sempre più esigente, per cui con la somma di 640 mila lire acquisto da Roversi, conciatore di pelli di Terni, l’attuale LANCIA APRILIA - anno di fabbricazione 1939, targata PG 15349 - che chiude il ciclo avventuroso di Angelo Perleonardi.

Alla sua morte, avvenuta nel 1960, la proprietà della LANCIA passa nelle mani dei figli Francesco e Mario, ma fu soprattutto quest’ultimo che continuò per breve tempo il servizio di piazza; poi il progresso tecnologico dell’industria automobilistica e le istituzioni dei servizi di trasporto collettivo (SAURA) costrinsero Mario a passare ad un’attività di assistenza meccanica, aprendo un’officina che Angelino junior, sulle orme del nonno e del padre, gestisce con passione e dedizione al servizio degli automobilisti che ricorrono alle sue prestazioni.

Scrivendo queste note ho trovato una curiosa coincidenza in materia di mezzi di trasporto nel nostro Comune, quali la biga etrusca, la barrozza (da non confondere con il nostro notiziario, anch’esso mezzo di comunicazione), la vecchia SAURA, e da ultimo la LANCIA APRILIA della famiglia Perleonardi, per tutti noi quella del mitico Angelino, Capodiferro.

 
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