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La Barrozza - Pasqua 2011 - Anno XX n. 1
Scritto da Osvaldo Perelli   

Non poteva mancare, nel primo numero de “La Barrozza” del primo ventennio di pubblicazioni, un articolo dell’amico Osvaldo Perelli, Fondatore e Caporedattore del nostro periodico.

Tra le carte che ci ha lasciato in eredita’, abbiamo ritrovato un articolo, forse una “prima stesura” di un pezzo di apertura da prima pagina di un’edizione pasquale, che, senza alcuna modifica, proponiamo ai nostri lettori quale augurio di Buona Pasqua.

Il sincero ringraziamento ad Osvaldo, per averci permesso di vivere questa avventura de “La Barrozza” dalla “sua” Redazione!

La Redazione

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E’ Pasqua! Una tra le grandi solennità religiose e liturgiche cristiane, durante la quale vengono commemorate la morte e la resurrezione del Messia.

Al di là dell’aspetto prettamente religioso che questa solennità comporta pensiamo di fare cosa gradita ai nostri lettori occuparci dell’aspetto tradizionale e popolare di questa ricorrenza che è poi il compito specifico del nostro notiziario.
La maggior parte delle tradizioni pasquali si possono ricondurre ad antichi riti di propiziazione e di eliminazione, connessi con l’arrivo della primavera.

Ad accentuare questo suo carattere, contribuisce il precedente periodo di Quaresima, in cui, specialmente nei secoli passati, l’astinenza acquistava un evidente significato di purificazione (a questo può ricollegarsi l’usanza domestica assai diffusa delle cosiddette “pulizie pasquali”).

Significativi, sotto questo profilo, l’usanza della “squilla”, diffusa in alcune zone dell’Umbria, dell’Abruzzo, della Sicilia e altrove: il sabato precedente la Pasqua la campana del paese suonava a lungo invitando alla conciliazione ed alla pace.
Alle tradizioni pasquali concorrono due elementi ai quali fin dai tempi più remoti si attribuiscono poteri purificatori, l’acqua e il fuoco.

In molti paesi europei (Italia, Germania, Francia, ecc…) si usa aspergere le persone e la casa nel momento in cui si sciolgono le campane, ritenendo che proprio in quel momento l’acqua diventi benedetta e che questa abbia speciali virtù protettive e curative.
Non meno diffuso nelle tradizioni pasquali è l’uso del fuoco che viene solennemente benedetto nel sabato Santo (compito che da noi veniva effettuato da Maria “de Aghituccia” usando una consunta bagnarola sul sagrato della Chiesa).

In molte zone si usa accendere grandi falò sulle alture circostanti l’abitato allo scopo di propiziare un buon raccolto.
Da antichissime consuetudini pagane deriva l’uso delle uova ritenute il principio e perciò il simbolo della vita e accolte dal Cristianesimo nascente come simbolo della Resurrezione.
Molto più recente, dalla prima metà del secolo scorso e forse di origine tedesca, è invece l’uso delle uova di zucchero e di cioccolata con “sorpresa”.

La colomba e soprattutto l’agnello, hanno al contrario, origine biblica, ma è evidente che nella rinnovata tradizione Cristiana diventano principalmente simbolo di purezza e rientrano perciò nel quadro delle usanze e delle pratiche di purificazione.
Ed è in occasione di questa festività che si rinnova il nostro invito augurale, ormai tradizionale, a trascorrere insieme una Pasqua di pace e di conciliazione fra tutti i soci e le persone che fanno parte della grande famiglia di Ruscio.
Buona Pasqua dalla Redazione

 
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