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Borsa di Studio 1997: l'ambiente al centro dello sviluppo economico
La Barrozza - Pasqua 1997 - anno VI n. 1
Scritto da Francesca Feliciani   

Anche quest’anno la Pro Ruscio ha indetto una borsa di studio tra gli alunni della terza media della scuola statale di Monteleone di Spoleto.

L’iniziativa, che tanto successo ha ottenuto nella prima edizione dello scorso anno tra gli alunni e tra il corpo insegnante della scuola, intende sensibilizzare i giovani del luogo sulle realtà della propria terra.

Dopo aver parlato tanto di rifiuti e di discarica e del drammatico impatto che questa avrebbe con il nostro ambiente, il componimento richiesto quest’anno non poteva non  riguardare proprio questo tema.

D’altra parte riteniamo che solo sensibilizzando le giovani generazioni sull’argomento potremo forse opporci alla filosofia dell’indifferenza che purtroppo è sempre più imperante.

Il Preside, Prof. Francesco DE ANGELIS e l’insegnante di lettere, Prof. Egildo SPADA, che ringraziamo per aver aderito in modo così entusiasta all’iniziativa, hanno ritenuto di premiare il componimento di Francesca FELICIANI, che di seguito riportiamo per intero.

Agli altri studenti, Angelini Domenico, Cicchetti Daniele, Marini Sara, Pantaleoni Elisa, Rosati Vincenzo, Vannozzi Andrea e Vannozzi Saverio, che hanno partecipato all’iniziativa, la Pro Ruscio ha fatto omaggio di un libro di monografie storiche sugli uomini che fecero l’Italia scritto da Giovanni Spadolini.

Agli attuali alunni della seconda media diamo appuntamento al prossimo anno.

Quale proposte ritenete di fare per mettere l’ambiente al centro di un progetto di sviluppo del nostro territorio.

Penso che al nostro paese e alla nostra zona appartenga un patrimonio ambientale di invidiabile importanza, e credo che sia un nostro dovere valorizzarlo e sfruttarlo al meglio senza danneggiarlo.
La cosa più importante per lo sviluppo del turismo nel nostro ambiente è la collaborazione di tutti i comuni della zona, che deve essere fondata sulla valorizzazione della comune ricchezza ambientale, e quindi anche per uno sviluppo economico dei nostri paesi.

Credo che il turismo praticato da noi non debba essere finalizzato solo al riposo e godimento passivo della natura, ma debba essere anche un turismo istruttivo per conoscere le nostre tradizioni, i nostri costumi ed usi e permettere ai turisti di immedesimarsi nella vita dei nostri piccoli paesi che sono sempre esistiti nell’armonia con la natura.

Anche le nostre chiese antiche sparse per le montagne, immerse nei boschi, entrano a far parte del nostro paesaggio e raccontano, insieme alle querce e ai pini secolari, la nostra storia, la nostra cultura e la condizione d’isolamento delle nostre zone che ha permesso però la conservazione dell’ambiente.

Sarebbe molto positivo pubblicizzare insieme al farro, agli “strascinati”, anche la perfetta conservazione dell’ambiente e la bellezza della natura che ha permesso la coltivazione del farro senza prodotti chimici.

Penso anche che sia importante pagare delle guide per organizzare con i ragazzi della scuola escursioni sulle nostre montagne, per conoscere meglio il tipo di ambiente, le varie specie di alberi o andare negli opifici del farro, del miele per vedere come avviene la coltivazione del farro  o la trasformazione del prodotto sempre nel rispetto dell’ambiente.

Un’altra iniziativa molto positiva sarebbe la realizzazione di un’associazione costituita dai ragazzi dei comuni della zona, per occuparsi del riciclaggio della carta, per sensibilizzare la raccolta differenziata dei rifiuti, per il mantenimento della pineta nel periodo estivo, per le manifestazioni e le proteste contro chi vuole danneggiare il nostro ambiente.

L’associazione si dovrebbe occupare anche della protezione delle specie di alberi e animali tipici della nostra zona, l’istrice, l’aquila, magari in collaborazione con Legambiente e WWF.

Penso ad esempio alla discarica che si doveva creare nella zona della Miniera e che aveva lo scopo di raccogliere i rifiuti di molti comuni del Lazio, compresa Leonessa.

Il posto su cui sarebbe stata costruita, si sarebbe trovato proprio sopra il corso di un ruscello che passa per la nostra zona e quindi ci sarebbe stata la contaminazione delle acque.
Nonostante le proteste di alcune persone, la discarica è stata ugualmente costruita, mi auguro che alle proteste di pochi si aggiungono quelle di tutti , perché finalmente anche questo lembo di territorio sia restituito alla primaria bellezza.
Certo, quando si abbatte un pino secolare viene qualche dubbio perché insieme al convento di San Francesco e alla torre dell’Orologio simboleggiava il patrimonio ambientale, religioso e storico del paese.

Credo sia anche utile sfruttare e utilizzare l’ambiente per fondare aziende che creino posti di lavoro all’interno del comune.

Quindi penso che per realizzare il vero sviluppo ambientale dei nostri paesi sia necessario far partecipi noi ragazzi di questo processo, suscitando in noi l’amore per la nostra natura e quindi riuscire a conservarla intatta.

Ed infine la conservazione dell’ambiente deve avvenire anche perché gli alberi, i piccoli ruscelli, i campi in pendio sulla montagna sono dei monumenti che testimoniano la nostra storia, la costruzione della nostra società nell’armonia e nel rispetto appunto dell’ambiente.

 
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