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La Poesia
I Quaderni di Ruscio - I Caduti di Ruscio nella II Guerra Mondiale
Scritto da Nicola Marchetti   

Non potevamo non riportare la bellissima e commovente poesia del compaesano Nicola Marchetti che, composta nel 1949, viene letta ad ogni ricorrente annuale Commemorazione dei Caduti. Rappresenta il tentativo di riportare alla memoria, in un modo emotivamente coinvolgente, i volti e le vicende umane dei giovani Rusciari, Caduti nel compimento del Dovere.

Ruscio, Agosto 2005 - Deposizione della Corona d'alloro

[…]                 su nel muro
c’e’ una lapide co’ i nomi
di quei impavidi e non domi
che lo sfidano il futuro.
Ma e’ una sfida piu’ tenace
Non di guerra, ma di pace.

Sono loro che la vonno
so quei nomi tanto belli,
due Cicchetti, due Perelli,
degni dell’eterno sonno
che lasciate han le spoglie
in trincea tra fango e foglie.

Ed un Lotti, un Carassai
son gli eroi di questa terra
morti tutti con la guerra
che non scorderemo mai.
La campagna del diciotto
sono in Sei a formare un motto.

Il destino ha pareggiato
uguale il numero di onore
ricamato dal dolore
del bravissimo soldato
che ha donato senza affanni
i sui giovani vent’anni.

Primo, Alfredo,
Menegon Ernesto de li Piani,
Benedetto Marchigiani,
Peroni Adorno, che uniti li vedo,
anime belle, che all’ombra dei pini
dormite in pace con Marco Angelini

Morti all’ombra di un cannone
o abbracciati a una mitraglia
a un fucile o a una tenaglia
o a una pala o a un piccone
mentre il zaino vicino
gli avra’ fatto da cuscino.

Nomi incisi sulla pietra
vi doniamo con amore
la corona dell’Onore;
suonera’ l’eterna cetra
l’inno santo a voi presenti;
e tu, tromba, da’ l’Attenti!


 
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