Home arrow I Quaderni di Ruscio arrow Chiesa della Madonna Addolorata - Ruscio a lavoro arrow I dipinti nella Chiesa della Madonna Addolorata

IN EVIDENZA

 
Advertisement
Advertisement
Advertisement

MENU

Selezione Notizie da Web
---------------------------------------------
La Barrozza
I Quaderni di Ruscio
Cronache Moderne
---------------------------------------------
Archivio News
La Grande Guerra in Valnerina 1915 - 2015
La Miniera di Ruscio
Il campo di prigionia PG n. 117
Notiziario Parrocchiale
---------------------------------------------
Ruscio Solidale
---------------------------------------------
Area riservata
Segreteria Pro Ruscio
---------------------------------------------
Disclaimer
---------------------------------------------
Advertisement
Advertisement

Sondaggi

La piu' bella realizzazione della Pro Ruscio:
 
Le sezioni piu' interessanti del sito www.proruscio.it
 

Area Riservata






Password dimenticata?
I dipinti nella Chiesa della Madonna Addolorata PDF Stampa E-mail
I Quaderni di Ruscio - Chiesa della Madonna Addolorata - Ruscio a lavoro
Scritto da proruscio   


Per quanto riguarda le tele esposte nella chiesa e nella sacrestia, ci corre l’obbligo di riportare  una precisazione di Isidoro Peroni che, prendendo spunto da quanto affermato sull’opuscolo della precedente festa della Madonna Addolorata nel quale è scritto  che i dipinti della Chiesa sono di nessun valore, afferma:
“La fonte originale è riportata sui 4 quadernetti dell’inventario dell’Opera Pia Addolorata di Ruscio “redatto…. Il giorno 25 Aprile1866”, Inventario dei mobili - Parte Prima –Arredi sacri - N. d’ordine 58 - Mobili “ Quadro in Sagristia rappresentante le anime purganti e l’Addolorata di niun pregio, con cornice legno” qualità “Tela”, quantità “Uno”, Stato dei mobili “Mediocre”.
La descrizione si riferisce esclusivamente alla grande tela, già allora in sacrestia ed ora appesa in alto nella parete destra dell’altare maggiore.
Il giudizio è amministrativo e riguarda il valore venale della pur bella tela in oggetto.
Non si parla, quindi, delle tele che erano nel 1866 sugli altari e che risalgono alla fine del 1600 e sono state riconosciute interessanti dagli esperti e in particolare della tela, che si ha oggi intenzione di restaurare, a quell’epoca sull’altar maggiore ed ora in sacrestia da quando è stata sostituita con l’attuale statua della Madonna Addolorata.”
Nell’affrontare lo studio dei dipinti della Chiesa della Madonna Addolorata, Isidoro Peroni sente la necessità di fare la seguente premessa:
“La Chiesa di Ruscio custodisce alcune tele e ormai solo due affreschi (staccati dalla parete e poi posti ai lati del nuovo altare nella chiesa ampliata incorporando la vecchia sagrestia ), tali dipinti, che costituiscono un pur se piccolo tesoro, sono poco noti e apprezzati.
Scoprire con una buona probabilità chi siano i personaggi è stato un bel rebus, la cui soluzione almeno parziale ha richiesto tempo, ricerca e un po’ di fantasia. Mi ha stupito il fatto che nessuno, ne laici ne religiosi, ne sapessero un granché ne avessero la curiosità di saperlo. Erano personaggi che si incontravano la domenica a messa ma nessuno conosceva più il nome e il significato dei dipinti.
Così, sempre nel proposito di valorizzare la nostra chiesetta, ho cominciato a chiedere, a fotografare, a esaminare i particolari ingranditi e a documentarmi su libri specialistici di agiografia, arte e storia sacra.
Nei capitoletti seguenti presento i risultati di questo studio ai rusciari e a tutti gli appassionati corredandoli con notizie ed immagini della loro vita nella tradizione.”.
 Foto tela alla sinistra altare     Foto tela alla destra altare

Affresco a destra : Sant’Emidio Sulla parete di fondo, a destra dell’altare, viene conservata una immagine di Sant’Emidio, protettore dei terremoti, che stende la sua mano protettrice sopra la Chiesa dell’Addolorata di Ruscio (raffigurata in  basso) e con lo sguardo rivolto verso il cielo sembra invocare la Madonna perché la protegga.
Nel 1703 la città di Ascoli fu risparmiata dal violento terremoto delle Marche (fu avvertito certamente anche a Ruscio come si evince dal documento “14 gennaio 1973” dell’archivio parrocchiale di Vallunga che tratta delle scosse avvertite nel leonessano). La cittadinanza ne attribuì il merito a Sant'Emidio da cui la venerazione in tutto il territorio che in segno di gratitudine, eresse ad Ascoli nel 1717 il tempio di Sant'Emidio alle Grotte, che fu il primo luogo della sua sepoltura.

Nei registri parrocchiali dei battesimi il nome Emidio compare 18 volte con i cognomi di famiglia Olivetti, Perelli, Peroni, Filippi, Palmerini, Di Marco, Mari e Giovanetti.

Affresco a sinistra:  Sant’Alfonso Maria Dei Liquori. L’attribuzione dell’immagine al Santo è molto probabile, riconoscibile dall’abito talare scuro, il crocefisso, il rosario  e il pastorale a terra simbolo della rinuncia al vescovado di Sant’Agata dei Goti . Il santo, morto negli anni della costruzione della chiesa, era molto popolare, è stato autore fra l’altro del celebre “ Tu scendi dalle stelle...”.
Il nome di Alfonso è diffuso a Ruscio; Marco Perelli ha  verificato sul registro dei battesimi della parrocchia che  è stato imposto il nome di Alfonso a 5 neonati delle famiglie Marchetti, Angelini Giovannetti e Dolci.
 Foto tela altare di sinistra     Foto tela altare di destra
Tela altare sulla parete sinistra: San Longino riconoscibile, con molta probabilità, dagli abiti militari romani e dalla Lancia con cui squarciò il costato di Cristo. E’ presente S. Biagio riconoscibile  dalla veste vescovili: fu vescovo di Sebaste in Armenia, dal pettine per cardare la lana con cui fu martirizzato ed anche dal maialino che ricorda un miracolo poco noto  a lui attribuito dalla tradizione: mentre era imprigionato e torturato una donna alla quale un lupo aveva rapito il maialino, chiese il suo intervento e S. Biagio, che guariva gli animali ammalati, intervenne e subito il lupo restituì il maialino alla donna!
Il nome Biagio è molto frequente nei registri parrocchiali delle nascite e compare ben 49 volte.
 Inoltre è presente anche  S. Rocco  col cane ed il bastone col campanello da appestato (molto probabile) riconoscibile proprio dal cane, dal bastone da pellegrino e dal campanello degli appestati (potrebbe rappresentare anche S. Antonio Abbate ma meno probabile) e il suo discepolo Gottardo Pollastrini discepolo e coaudiatore di Rocco nella cura degli appestati. Seguendo il cane che portava un tozzo di pane a Rocco ammalato , lo curò e lo seguì.
A Leonessa nella chiesa di S.Pietro vi è una statua lignea di .Rocco col cane, segno di una devozione diffusa nella zona, specie in periodi di terremoti e conseguenti epidemie.
In alto nella tela Madonna col bambino, S. Pietro  e S. Paolo (interpretazione sicura per i simboli  rispettivamente delle chiavi e e della spada).
Tela altare sulla parete  destra: (interpretazione molto difficile)
In alto S. Maria  Maddalena (col vaso da unguento o S. Graal), riconoscibile dalla coppa che tiene in mano e dai lunghi capelli sciolti. Forse coincide con la sorella di Marta e di Lazzaro. Ai piedi della croce avrebbe raccolto e conservato il sangue di Cristo in una coppa, identificata nel ciclo di Re Artù come il Santo Graal.
A fianco S: Giuseppe d’Arimatea; nei Vangeli Giuseppe d’Arimatea è colui che convince Pilato a consegnargli il corpo di Gesù per seppellirlo. Molte delle leggende sul Graal, descrivono Giuseppe come custode del Santo Graal.
In basso Lazzaro e Marta di Betania (o Niccodemo ed un’altra pia donna).
  Foto tela quadrata parete destra Foto ultima cena Foto resurrezione
Tela quadrata con cornice in legno, ora appesa sulla parete destra: Madonna con le sette spade tra angeli; a destra S. Luigi Gonzaga e a sinistra un vescovo con la tiara a terra, rivolto  alla madonna (potrebbe essere S., Bernardo devotissimo della madonna (Luigi e Bernardo sono nomi di famiglia Peroni).
Tele sulla parete sinistra: Gesù e gli Apostoli nell’ultima cena ; la Resurrezione di Cristo.
  Foto S. Lorenzo      Foto S. Stefano
              Foto discesa Spirito Santo
Tele in sagrestia : quella a sinistra rappresenta  S. Lorenzo riconoscibile per la “graticola” e  l’altra  Santo Stefano identificato.dai sassi con cui è stato lapidato. Al centro la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e la Vergine Maria.
Altre piccole tele in sagrestia e Sigillo della Chiesa posto alla destra della porta d’ingresso.
Foto 2 tele piccole tonde    Foto Sigillo  Foto 2 tele piccole quadrate
     Foto Don Sestilio
Ritratto di Monsignore Don Sestilio Silvestri: Quadro di modesto valore artistico; tuttavia ci piace concludere, queste brevi e certamente lacunose notizie sulla nostra amata Chiesa della Madonna Addolorata di Ruscio, con l’immagine di colui che ha vissuto tutta la sua vita di sacerdote dedicandola al culto e alla venerazione della Madonna Addolorata e che ha fortemente voluto che la piccola Cappellania di Ruscio si trasformasse nella Parrocchia, divenendone il primo Parroco, e che si è dedicato con profondo amore  per il bene dei rusciani fondando l’Asilo parrocchiale per l’assistenza ai bambini di Ruscio.
Il quadro venne realizzato in occasione della nomina a Monsignore di Don Sestilio che con il dito alzato sembra ammonire tutti i rusciani a proseguire nella devozione alla Madonna Addolorata.
Per la sua grande e proficua opera pastorale svolta nella frazione di Ruscio, il Comune ha intestato a Don Sestilio Silvestri il tratto di strada che fiancheggia la Chiesa della  Madonna Addolorata.


 
< Prec.   Pros. >