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Il Culto della Beata Vergine Maria Addolorata PDF Stampa E-mail
I Quaderni di Ruscio - Chiesa della Madonna Addolorata - Ruscio a lavoro
Scritto da notizie liberamente tratte da www.santiebeati.it dell’autore Antonio Borrelli   

La Madonna è venerata nel mondo cristiano con un culto di iperdulia che si estrinseca nei vari titoli, quanti le sono stati attribuiti nei millenni per le sue virtù, il suo patrocinio, la sua posizione di creatura prediletta da Dio, per i, posto primario occupato nel piano della Redenzione, per la sua continua presenza accanto all’uomo evidenziata anche dalle tante apparizioni.

Fra i tanti titoli e celebrazioni, il più sentito perché più vicino alla realtà umana, è quello di Beata Vergine Maria Addolorata; il dolore è sempre presente nella nostra vita sin dalla nascita con il primo angosciato grido del neonato che lascia il sicuro del grembo materno per proiettasi in un mondo sconosciuto, non più legato alla madre; poi il dolore ci segue lungo l’arco della vita, più o meno intenso e più o meno costante, nei vari aspetti fisici, morali e spirituali fino al definitivo distacco da questo modo.

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Una suggestiva immagine della facciata della Chiesa, durante la processione della statua della Madonna Addolorata (foto Sergio Occhiuzzo)

Una suggestiva immagine della facciata della Chiesa, durante la processione della statua della Madonna Addolorata (foto Sergio Occhiuzzo)

Il dolore di Maria, creatura privilegiata ma sempre creatura come noi, è più facile comprenderlo, perché lo subiamo anche noi, sia pure in condizioni e gradi diversi.

Veder morire un figlio è per una madre il dolore più grande che ci sia, non ci sono parole che possano consolare. Le tante madri che nel tempo hanno subito questo immenso dolore, s rivolgono alla Madonna per trovare sostegno e consolazione, perché  Maria ha visto morire il figlio in modo atroce, consapevole della sua innocenza, soffrendo per la cattiveria e la malvagità scatenate contro di lui, personificazione della Bontà infinita

La devozione alla Madonna Addolorata, che trae origine ai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a artire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice dela celebrazione liturgica, istituita più tardi.

Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo “Stabat Mater”, in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose “laudi”; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette dolori s Maria SS.”. Nel 1233 sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria” che si distinse per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata.

Papa Innocenzo XII, il 9 Agosto 1962 autorizzò la celebrazione dei Sette dolori della Beata Vergine la terza Domenica di Settembre.

Papa Pio X (1904 – 1914) fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), co memoria non più dei “Sette dolori”, ma più opportunamente, come “ Beata Vergine Maria Addolorata.

I sette dolori di Maria corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:
 
 1) La profezia dell’anziano Simeone: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”;
 2) La fuga in Egitto: “Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”;
 3) Il ritrovamento di Gesù nel Tempio: “Tuo padre ed io angosciati ti ceravamo”;
 4) Maria addolorata incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario;
 5) La Madonna ai piedi della croce partecipa alle sofferenze del figlio crocifisso e morente;
 6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce;
 7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.

Le processioni penitenziali, tipiche del periodo della Passione di Cristo comprendono anche la figura della Madre dolorosa che segue il figlio morto; in certi Comuni le processioni devozionali assumono l’aspetto di vere e proprie rappresentazioni altamente suggestive specie nell’incontro di Maria addolorata nel vedere Gesù che trasporta la Croce tutto insanguinato e sofferente. In certe località queste processioni assumono un’imponenza di partecipazione popolare da costituire una attrattiva oltre che devozionale anche turistica  ( su tutte la processione barocca di Siviglia).

La Vergine Addolorata è stata raffigurata lungo i secoli in tante espressioni dell’arte, specie pittura e scultura, frutto dell’opera dei più grandi artisti che secondo il proprio estro hanno voluto esprimere in primo luogo la grande sofferenza di Maria. La Vergine Addolorata è di solito vestita di scuro perla perdita del Figlio, con una spada  o con sette spade che le trafiggono il cuore.

In virtù del culto così diffuso all’Addolorata, ogni città ed ogni Paese ha una Chiesa o Cappella a Lei dedicata; varie confraternite, assistenziali o penitenziali, come pure numerose Congregazioni religiose femminile, ed alcune maschili, sono poste sotto il nome dell’Addolorata.

 
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