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Il saluto di Don Camillo Ragan PDF Stampa E-mail
I Quaderni di Ruscio - Chiesa della Madonna Addolorata - Ruscio a lavoro
Scritto da Don Camillo Regan   

Dalla sede parrocchiale il 1° Luglio 2009

La festa della Madonna Addolorata

Da tempo remoto, le feste del Patrono del Paese non solo erano l’occasione per gioire insieme, ma costituivano un momento di intima riflessione per avvicinarsi a Dio. Ci si preparava alla festa con le cerimonie del Triduo per meditare sulla vita del Santo, ammirare le Sue virtù e tentare di imitarne l’esempio. Attraverso le cerimonie del Triduo si vivevano momenti di sincera devozione che miravano a rafforzare la fede: la Via Crucis che preparava all’incontro con la sofferenza e il sacrificio; la Messa solenne che esprimeva la gratitudine e la gioia della gente verso Dio; infine la Processione solenne per trasmettere la fede anche agli altri manifestando la propria per le strade del  paese. Far vedere agli altri che io credo, che affido alla Madonna Addolorata i miei affanni, le mie difficoltà quotidiane per ricevere la serenità dell’anima ed essere d’esempio per un vivere cristiano.

Alla fine la festa, come segno concreto di una partecipazione anche spirituale, portava sempre qualche frutto: l’acquisto di qualche paramento sacro, qualche opera per la manutenzione della Chiesa o il suo abbellimento con qualche nuova decorazione; non si pensava solo al mangiare o al bere o a ballare ma anche di avere riguardo alla dimora della Madonna Addolorata mantenendola pulita e bella, in Suo onore.
Un po’ come papà che nella propria casa cura non solo la cucina e la sala da pranzo, ma anche tutte le altre stanze come la camera dei bambini e soprattutto il salone dove accoglie tutti gli ospiti.

Purtroppo, con il passar degli anni, abbiamo perduto le vere ragioni della festa alla Madonna Addolorata, riducendo spesso la festa a mera occasione per mangiare e divertirsi, possibilmente gratis  e con la speranza di vincere qualche premio. Non si frequentano più le cerimonie del Triduo, si resta ancorati al proprio egoismo, non interessando ad alcuno di cambiare la propria vita  per impostarla sui veri valori del vivere cristiano. attraverso  la presa di coscienza del dolore, del sacrificio e della fede che sono alla base delle nostre radici cristiane più profonde.

Oggi la Via Crucis non interessa a molti perché scomoda in tutti i sensi; ma la Via Crucis deve essere così altrimenti perde completamente il suo senso. Per molti l’unica preoccupazione per la Messa solenne e di raccomandare il sacerdote di farla corta preoccupati per poter mangiare il pranzo in tempo; anche la Processione solenne per alcuni diventa l’occasione di dimostrare la propria capacità organizzativa  e non la volontà di glorificare la Madonna Addolorata e di implorare la Sua intercessione per ottenere la misericordia di Dio.

Riflettiamo e riconsideriamo il nostro atteggiamento nei riguardi della nostra partecipazione alle diverse manifestazioni religiose della ormai tradizionale Festa di Ruscio in onore della Madonna Addolorata.

Don Camillo Regan

 
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