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La lapide e il monumento ai Caduti di Ruscio
I Quaderni di Ruscio - I Caduti di Ruscio nelle guerre coloniali e nella Grande Guerra
Scritto da Francesco e Stefano Peroni   

La prima lapide dedicata ai Caduti di Ruscio fu inaugurata sulla facciata della chiesa il 29 settembre 1919, giorno della festa della Madonna Addolorata, appena quattro anni dopo la fine della guerra. Purtroppo il numero dei Caduti era destinato ad aumentare, poiche’, probabilmente, non si avevano notizie certe riguardo alla sorte di altri tre compaesani, Marco Angelini, Attilio Pasquali e Rinaldo Peroni.

lapide caduti ruscio

Ruscio, 29 settembre 1919, inaugurazione della lapide

“Ruscio, vibrante di patriottico entusiasmo, consegna alla storia i nomi de’ suoi eroi.” Si legge nell’opuscolo stampato in ricordo della posa della lapide che cosi’ recita:

GIOVANI FIGLI DE LA NOSTRA TERRA
OSCURI EROI DE L’EPOPEA NOVISSIMA
PER LE FATIDICHE FORTUNE D’ITALIA
IMMOLAVANO LA VITA GENEROSI

PERCHE’ ETERNO RIFULGA E FECONDO
NE LA VITA DE LE GENERAZIONI VENTURE
IL NOME E IL FATO GLORIOSO
I CONTERRANEI INCISERO IL SACRO RICORDO


In onore dei Caduti della Grande Guerra fu intitolata la Piazza dei Sei (poi successivamente saliti a nove), tra il ponte di Ruscio di Sopra, Via di S. Antonio e Piazza Nazionale; tale nome rievoca la piazza dei Cinquecento a Roma.
Il 9 ottobre 1950, sempre durante i festeggiamenti per la Patrona di Ruscio fu inaugurato il monumento ai Caduti di tutte le Guerre, che ricorda oltre ai nomi dei Caduti della prima e seconda guerra mondiale, anche il nome di Giuseppe De Angelis, caduto a Dogali nel 1887.

Monumento Caduti Ruscio

Monumento ai Caduti a Ruscio

Leggiamo la cronaca di quel giorno descritta da “Il Quotidiano”: “La cerimonia e’ stata semplice e commovente, presenti le Autorita’ civili e Militari e i congiunti dei caduti. Il Parroco Don Sestilio Silvestri, dopo la Messa al campo, ha benedetto il monumento e rivolto elevate parole agli astanti. […] Il presidente del Comitato, signor Belli Gaetano ringrazia quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa nobile opera […]”. [Clicca qui per leggere l'intero articolo]

Il monumento era inizialmente posto al centro del paese lungo Via della Grande Italia, solo successivamente fu spostato nel giardino della Scuola Elementare Comunale.

Di fronte al monumento e’ posto un mortaio da 60 mm di produzione francese anno 1935.

 


 

[aggiornamento del 18/09/2018]

 IL MORTAIO

 

 

 

Con riferimento al mortaio presente di fronte al monumento, abbiamo due ulteriori specifiche:

[...] il buon Vittorio [Peroni], come dipendente dell'allora Ministero della Guerra di Via XX Settembre, si adoperò in prima persona per reperire e trasportare a Ruscio il mortaio che oggi è posto simbolicamente ai piedi del monumento ai caduti.
Chiedendo ad un  Capo Divisione dove potesse trovare un pezzo bellico, ovviamente in disuso, gli fu indicato un magazzino che si trovava nella caserma della Batteria Nomentana. Ma Vittorio, come racconta Angelo, sulla base delle indicazioni ricevute, prelevò e trasportò a Ruscio un mortaio vero e proprio, perfettamente funzionante. La cosa non passò completamente inosservata ed il nostro ardito ebbe anche qualche piccolo problema per "sottrazione di materiale bellico".
Alla fine il tutto si risolse nel migliore dei modi quando fu appurata la totale buona fede e la finalità certo non bellicosa del gesto.

Vannozzi Pierpaolo, Ruscio in pillole, in La Barrozza, Natale 2001 - anno X n.3



[...]Si tratta di un residuato bellico, per la precisione e’ un mortaio da 60mm, modello 1935, di fabbricazione francese, privo solo del congegno di collimazione e puntamento, portato a Ruscio, nei primi anni ‘50, da Vittorio Peroni, padre del rimpianto Angelo, che all’epoca era dipendente dell'allora Ministero della Guerra di Via XX Settembre, grazie anche alla determinate collaborazione di Vincenzo Vannozzi.

L’arma e’ stata completamente smontata, alcune parti, danneggiate dal trascorrere del tempo, sono state ricostruite e sostituite; e’ stata recuperata la vernice originale, tutti gli snodi sono stati ripristinati e opportunamente oliati. Infine, e’ stato posizionato “come da libretta” ricostruendo una sorta di postazione di tiro. Per tale attivita’ dobbiamo ringraziare, oltre al nostro Presidente Ottaviani, anche Francesco Starna e Ulisse Bernardi, amici e appassionati (ma chi non lo e’) del nostro Ruscio.

S.I.A., Una nuova piazza per Ruscio, in La Barrozza, Estate 2009 - anno XVIII n. 2  

 
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