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Saggio di vocabolario dialettale di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo PDF Stampa E-mail
La Barrozza - Estate 1999 - Anno VIII n. 2
Scritto da Francesco Peroni   

 

Salutiamo con vera gioia e un pizzico di mal dissimulato orgoglio, il piccolo volume realizzato dagli alunni della Scuola Media Statale di Monteleone di Spoleto.

Nella prefazione al volume, il Prof. Egildo Spada, curatore dell'opera scrive: "Il dialetto, come anche i proverbi, le filastrocche, gli stornelli, i giochi, rappresentano un bagaglio esperenziale tramandato fino a noi e che sarebbe grave mandare disperso, anche perché in essi sono racchiusi usi, costumi, mestieri che scomparendo cancellano la nostra memoria".

E questo è anche l'obiettivo de "La Barrozza": guardare al passato, per vivere un futuro consapevole delle proprie origini.

Invitiamo ognuno dei nostri lettori, oltre a leggere e conservare gelosamente nella propria biblioteca questo volume, a cercare nei più dettagliati vocabolari, le parole e le espressioni dialettali che sono raccolte con criteri scientifici e linguistici nella parte centra­le dell'opera.

Inoltre, a corollario di tale difficile lavoro, vengono riportate filastrocche, proverbi, storielle che ci piace pensare raccontate dai più anziani del Paese ai giovani studenti.

Un particolare cenno alla sezione dedicata agli stornelli, esercitazioni cariche di ingenua spontaneità, che i poeti a braccio della nostra terra, come il nostro Santino Salamandra con versi pungenti e immediati, si scambiano in singolar tenzone.

Gli stornelli sono la voce dell'amore, la rabbia per l'abbandono, la registrazione di fatti naturali, l'incanto della malinconia che assale la sera o quando si è lontani e nascono dalle lunghe solitudini dei pastori durante i giorni del pascolo.

Alcuni di questi poeti a braccio hanno realizzato veri e propri poemetti in ottava rima; nel volume vengono citati e riportati alcuni brani dei più celebri cantori nostrani: Luigi Salvatori e Quinto Giovannetti. Di quest'ultimo riportiamo un'invocazione alla musa della poesia, di omerico richiamo, nell'apprestarsi a cantare la Verde Valnerina:

Musa, fosti con me sempre divina

e mi porgi il liquore del sacro fonte dell'Ippocrene l'acqua cristallina

quella che sgorga sul Parnaso monte ......

Un plauso, dunque, da tutta la redazione de "La Barrozza" a questa iniziativa, nella speranza di vederne presto un secondo volume.

 
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