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Introduzione: dagli statuti di Monteleone di Spoleto
I Quaderni di Ruscio - Il raccolto:la mietitura e la trebbiatura
Scritto da proruscio   

”Della pena de chi desse danno a mete et Apie
di grano et altri biadi con bestie”
Rubrica XVIII

Statuiamo ancora ed ordiniamo che, se alcuna bestia darà danno ad alcuna meta appia o serrone o mucchio di qualsivoglia sorta di biada o legume, il padrone di esse bestie paghi di pena, per ciascuna bestia grossa e ciascuna volta, soldi venti e, per ciascuna bestia minuta, soldi tre e sia tenuto a rifare l’emenda al padrone a stima, come di sopra si vorrà che detta stima si faccia, altrimenti perda l’emenda, paghi tanto quanto è tenuto di pena e il tutto stia in arbitrio di quel che ha ricevuto il danno.

Aggiungendo che se alcuno personalmente darà danno nelle sopraccitate biade e legumi mietuti e carpiti, portando via a suo uso e comodità, paghi di pena, per ciascuno e ciascuna volta e per ciascuno manocchio che tagliasse, soldi venti e chi toglierà legumi carpiti come disopra, fino alla quantità di due manipoli o brancate, paghi di pena soldi venti e, di quelli in su, paghi soldi dieci per brancata e, nell’uno e nell’altro caso, le pene di notte si intendono duplicate e sia tenuto a pagare l’emenda al padrone che avesse ricevuto il danno, secondo la stima da farsi da due uomini da eleggere come di sopra.

 
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