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I Quaderni di Ruscio - Un'altra Ruscio, un'altra Monteleone di Spoleto
Scritto da Salvatore Paolini   

(1) Nel novembre 1872 il Mary Celeste, Brigantino partito da New York per Genova, fu rinvenuto abbandonato nell'Atlantico 4 settimane dopo la sua partenza. L’equipaggio non fu mai ritrovato e il numero delle vittime non fu mai accertato.
Il 4 agosto 1906 la nave Sirio naufragò al largo di Cabo de Palos (Spagna). Oltre trecento vittime, Nell’autunno del 1913 la nave Volturno, con a bordo oltre seicento passeggeri, quasi tutti emigranti, naufragò nell’Atlantico a seguito di un incendio scoppiato accidentalmente a bordo. Nel naufragio perirono oltre cento persone.
Lo stesso Titanic, naufragato nell’aprile del 1912, trasportava in gran parte emigranti.

(2) Dopo il 1918, a causa dell’epidemia di spagnola che aveva imperversato in Europa, le autorità americane imposero un periodo di quarantena come riporta la testimonianza sotto al titolo.
La spagnola fu l’ultima grande epidemia che colpì l’Europa. Da sola causò più vittime della Grande Guerra: 21 milioni di persone circa.

(3) Per esempio Stecchietti, giunto a New York il 2 maggio 1910.

(4) Domenico Gizzi, emigrante di Leonessa, viaggiò insieme a Peroni Antonio nel novembre del 1902. Sono presenti altri casi di emigranti di Leonessa che hanno viaggiato insieme a nostri conterranei.

(5) Nel 1913, Venanzi Domenico, Venanzi Lucia, Venanzi Paolo e Venanzi Benedetto, fecero la loro traversata a bordo del nave Carpathia che poco più di un anno prima, il 15 aprile 1912, salvò gli unici superstiti del Titanic. Nel 1918 il Carpathia fu affondato, al largo delle coste inglesi, da un sottomarino tedesco.

(6) Non va dimenticato che sicuramente alcuni (molti) nominativi sono rimasti celati negli archivi sia perché trascritti in modo errato nella fase di immissione dati nel computer, da parte degli organi governativi americani, e non rintracciati nel corso della presente ricerca, sia perché il cognome, più semplicemente, non è stato considerato, erroneamente da chi scrive, “comune e tipico” di Monteleone di Spoleto e/o di Ruscio. Non si spiegano infatti alcune lacune nella sequenza degli anni di esodo, per esempio: tra il 1893 e il 1898 e talvolta all’interno di uno stesso anno. Tutti i numeri forniti non possono quindi che essere considerati inferiori a quelli reali.
Altro limite del presente lavoro è costituito dall’assenza di una ricerca sui dati della popolazione di Ruscio-Monteleone di Spoleto negli anni interessati dal fenomeno migratorio


 
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