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I Reggimenti di fanteria
I Quaderni di Ruscio - I Caduti di Ruscio nelle guerre coloniali e nella Grande Guerra
Scritto da Francesco e Stefano Peroni   

Tutti i nostri Caduti appartennero alla Fanteria: la Regina delle Battaglie.

E anche e soprattutto nella Grande Guerra la Fanteria fu Regina.

Infatti, nonostante questo conflitto possa a buon diritto essere considerato la prima guerra con un significativo contenuto tecnologico, a deciderla fu soprattutto la tenacia di cui si dimostrarono capaci i popoli e quei combattenti che del popolo, in eserciti basati sulla coscrizione obbligatoria, venivano ad essere l’espressione più vera e genuina.

traino cannone in trincea (foto Ten. Gianni Peri)

Traino cannone in trincea (foto Ten. Gianni Peri)

Fu la fanteria a pagare su tutti i fronti il prezzo più alto e fu la fanteria lo strumento con cui i contendenti cercarono di risolvere la lotta a loro favore, mettendo al suo servizio tutti gli altri mezzi a disposizione.
La Grande Guerra, il gigantesco scontro che ha finito col rappresentare lo spartiacque tra due secoli, fu combattuta nella costante ricerca della soluzione del problema posto da impenetrabili fronti fortificati. A partire dall’autunno 1914 le forze contrapposte si trovarono schierate a brevissima distanza le une dalle altre in una situazione di stallo che per essere superata imponeva all’attaccante la conquista del terreno su cui si era sistemato a difesa l’avversario. Il problema fu affrontato secondo i procedimenti dell’attacco frontale ed in aderenza ai principi della dispendiosa guerra d’assedio, che consumava ingenti mezzi di offesa e di distruzione.

Ufficiali in osservazione (foto Ten. Gianni Peri)

Ufficiali in osservazione (foto Ten. Gianni Peri)

Nel 1915 la fanteria veniva scagliata in avanti ad ondate successive, dopo un bombardamento preventivo della durata di parecchie ore o di più giorni finalizzato ad eliminare, innanzitutto, l’incubo del reticolato e concluso, nei minuti prima dell’assalto, dal tiro accelerato di tutte le batterie contro le trincee nemiche. L’attacco si risolveva così nella pressione frontale delle ondate d’assalto,
La situazione andò progressivamente aggravandosi con il passaggio ad organizzazioni difensive sempre più complesse dotate di piu’ fasce di difese e di potenti caposaldi
La risposta a questa evoluzione fu cercata nello scaglionamento in profondita’ dell’artiglieria ed in parte anche dalle formazioni d’attacco della fanteria, la cui avanzata doveva essere preceduta dal metodo di spostamento in avanti del fuoco.
Questo procedimento, emerso dalle grandi “battaglie di materiale” e giunto a maturazione nel corso del 1916, sara’ alla base del cosiddetto “attacco ad intermittenza”, inteso come una serie di assalti per la conquista di obiettivi successivi e limitati, preceduti ciascuno da una minuziosa preparazione d’artiglieria. Dettato dalla volonta’ di risparmiare quanto piu’ possibile la fanteria, e basato su uno stretto coordinamento tra fanti ed artiglieri, un tale metodo implicava un’elevata densita’ di uomini e materiali. Tale metodo, che per i lunghi tempi necessari all’afflusso di materiali, escludeva di per se’ la sorpresa, fu efficacemente sintetizzato nell’espressione “la artiglieria conquista, la fanteria occupa”.

In questo modo vennero condotte le offensive del 1917. L’intervento sempre piu’ efficace dei mezzi di osservazione e ricognizione aerea, permise di affinare tale meccanismo.

Draken per osservazione e direzione tiro artiglierie (foto Ten. Gianni Peri)

Draken per osservazione e direzione tiro artiglierie (foto Ten. Gianni Peri)

 

In seguito, le nuove armi in dotazione, mitragliatrici, lanciabombe e lanciafiamme, permisero alla fanteria di svincolarsi dalla tutela dell’artiglieria, il cui compito diventava la distruzione e lo smantellamento dei punti forti del sistema difensivo.
L’evoluzione ter">Pezzi Skoda (117/14) abbandonati dagli austriaci in ritirata (foto Ten. Gianni Peri)

Pezzi Skoda (117/14) abbandonati dagli austriaci in ritirata (foto Ten. Gianni Peri)

Se e’ vero che l’immane duello tra l’Intesa e gli Imperi Centrali fu in definitiva risolto sugli immensi spazi degli Oceani, e’ vero anche che furono gli eserciti a rendere impossibile una vittoria sul campo e ad annullare la potenza di combattimento delle armate austro-tedesche.
Ancora una volta la Fanteria fu la Regina delle Battaglie.


La Brigata Roma

Mostrina della Brigata Roma

Mostrina della Brigata Roma

Composizione: 79° (inquadrato in questo Reggimento combatte’ il Soldato Marco Angelini) e 80° reggimento fanteria, appartenenti all’Esercito Permanente

Storia: Il 1° novembre 1884 si forma la Brigata "Roma" per la quale é costituito l'80° Reggimento Fanteria.
Il reggimento è presente con i suoi uomini alle campagne di Eritrea (1895-96) e Libia (1911-12).
Affronta la Prima Guerra Mondiale ordinato su tre battaglioni.
In attuazione dell'ordinamento 1926 é sciolto il 31 ottobre dello stesso anno.
Ricostituito il 2 maggio 1937 con il nome di 80° Reggimento Fanteria "Roma" è assegnato alla XVI Brigata di Fanteria quindi nel 1939 entra con il 79° fanteria e l'8° artiglieria nella Divisione di Fanteria "Pasubio" (9^) grande unità che affronterà con la "Torino" l'esperienza del Fronte Russo prima con il Corpo di Spedizione (CSIR), quindi con l'Armata Italiana in Russia (ARMIR). Decimata, la Divisione al rientro in Italia viene destinata in Campania dove, a seguito degli eventi determinati dall'armistizio, sarà poi sciolta l'8 settembre 1943.
Il 1° luglio 1958 si costituisce l'80° Reggimento Fanteria "Roma" (CAR), in sostituzione dell'8° Centro Addestramento Reclute.
Sciolto il 31 dicembre 1975, costituisce il 57° Abruzzi e con il III battaglione l'80° Battaglione Fanteria "Roma" che eredita Bandiera e tradizioni reggimentali.
Il 24 settembre 1992 il battaglione é inquadrato nel ricostituito 80° Reggimento "Roma".
Campagne di Guerra: 1895-96 (Eritrea) / 1911-12 (Libia) / 1915-18 (Prima Mondiale) / 1940-43 (Seconda Mondiale)

Sede dei reggimenti in periodo di pace: Verona

Motto: unde monita spes inde

Zone di Impiego
Val Terragnolo, Vallarsa, Corna Calda, Val Posina, M. Majo, Bainsizza, Loga Tore, Tagliamaneto, Piave, Giudicarie, Piave, M. Grappa

Ricompense:

MEDAGLIA DI BRONZO AL V.M.

Alla bandiera del 79° reggimento:
“In sette giorni di aspri combattimento, con eroico ed impetuoso valore conquistava aspre posizioni sul M. Grappa ed inseguiva poscia brillantemente il nemico (M.Grappa 27-31 ottobre 1918)”
(boll. Uff. del 5 giugno 1920, disp.47)

MEDAGLIA DI BRONZO AL V.M.

Alla bandiera dell’80° reggimento
“Dava prove luminose di pertinacia e di virtu’ militari opponendosi sul Piave all’urto di forti masse nemiche (19-24 giugno 1918). In sette giorni di aspri combattimento, con eroico ed impetuoso valore conquistava aspre posizioni sul M. Grappa ed inseguiva poscia brillantemente il nemico (M.Grappa 27-31 ottobre 1918)”
(boll. Uff. del 5 giugno 1920, disp.47)


La Brigata Bisagno

Mostrina ella Brigata Bisagno

Mostrina della Brigata Bisagno

Composizione: 209° e 210° reggimento fanteria (inquadrati in questo Reggimento combatterono i Soldati Attilio Pasquali e Giovanni Carassai.)
Costituzione: costituita il 24 marzo 1916: il comando di brigata ed il 209°, gia’ formati sin dal 4 dicembre 1915, dal deposito del 90° fanteria; il 210°, costituito sin dal 12 dicembre 1915 dai depositi del 21°, 22° e 88° fanteria.

Zone di Impiego
Val d’Astico, M, Aralta, M. Giove, M. Cimone, Dosso Faiti, Castagnevizza, Flondar, M, Valbella, Losson, Piave, Grave di Papadopoli, Susegana

Ricompense:

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.

Alla bandiera del 209° reggimento:
“Per le brillanti prove di valore e di saldezza date durante la guerra, e l’abnegazione e l’audacia, dimostrate nei cimenti di asprissime giornate di battaglia, offrendo alla vittoria un largo e generoso olocausto di sangue. (Val d’Astico, maggio 1916; Val Riofreddo – M. Cimone di Arsiero, giugno – agosto 1916; Castagnevizza – Flondar, maggio-giugno 1917; M. Valbella, gennaio 1918; Losson e Basso Piave, giugno-luglio 1918; Vittorio Veneto, ottobre-novembre 1918). Il suo 2° battaglione si distinse in modo speciale il 29 maggio 1916 a M. Aralta.”
(Boll. Uff. anno 1920, disp.47)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.

Alla bandiera del 210° reggimento:
“Per le brillanti prove di valore e di saldezza date durante la guerra, e l’abnegazione e l’audacia, dimostrate nei cimenti di asprissime giornate di battaglia, offrendo alla vittoria un largo e generoso olocausto di sangue. (Val d’Astico, maggio 1916; Val Riofreddo – M. Cimone di Arsiero, giugno – agosto 1916; Castagnevizza – Flondar, maggio-giugno 1917; M. Valbella, gennaio 1918; Losson e Basso Piave, giugno-luglio 1918; Vittorio Veneto, ottobre-novembre 1918).”
(Boll. Uff. anno 1920, disp.47)


La Brigata Ferrara

Mostrina della Brigata Ferrara

Mostrina della Brigata Ferrara

Composizione: 47° e 48° (Inquadrato in questo Reggimento combatte’ il Soldato Raffaele Cicchetti)Reggimento Fanteria, appartenenti all’Esercito Permanente

Storia: Discende dalla Colonna Mobile delle Romagne formata nel luglio 1859 con personale volontario e che a partire del 1° ottobre è organizzata in due colonne poi reggimenti.
La 1^ colonna diventa 25° Reggimento Fanteria ed accoppiata al 26° forma la Brigata "Ferrara".
Il 1° gennaio 1860 prende nome di 47° Reggimento Fanteria (Brigata Ferrara) ed il successivo 25 marzo è incorporato nell'Esercito sardo; cambia ancora denominazione nel 1871 in 47° Reggimento Fanteria "Ferrara" e nel 1881 in 47° Reggimento Fanteria (Brigata Ferrara).
Con l'ordinamento 1926 riprende il nome di 47° Reggimento Fanteria "Ferrara" ed è assegnato alla XXIII Brigata di Fanteria quindi nel 1939 entra con il 48° fanteria ed il 14° artiglieria nella Divisione di Fanteria delle Murge, poi Divisione di Fanteria "Ferrara" (23a) grande unità che sarà sciolta in Montenegro l'8 settembre 1943.
Il 1° febbraio 1977 ha vita il 47° Battaglione Fanteria "Salento", al quale vengono affidate Bandiera e tradizioni del 47° reggimento; dal 14 novembre 1992 modifica il nome in 47° Battaglione "Salento" ed il 10 giugno 1997 concorre alla ricostituzione del 47° Reggimento "Ferrara".
Campagne di Guerra: 1866 (Terza Indipendenza) / 1887-88 (Eritrea) (4^ cp.) / 1915-18 (Prima Mondiale) / 1940-43 (Seconda Mondiale).

Sede dei reggimenti in periodo di pace: 47° Ftr. Lecce, 48° ftr. Catanzaro

Motto: "Fede e Valore"

Mostrine: doppia riga rossa longitudinale su panno nero

Zone di Impiego
Bosco Cappuccio, S. Martino, S. Michele, Oppacchiasella, Castagnevizza, Faiti, Bainsizza, Piave, Livenza

Ricompense:

MEDAGLIA D’ORO AL V.M.

Alla Bandiera del 47° reggimento fanteria:
“In epiche lotte a San Martino del Carso e sul S. Michele (novembre 1915 – giugno 1916) diede sublimi prove di ardimento, di tenacia e di spirito di sacrificio, riconfermando le sue stesse belle qualita’ guerresche nelle aspre mischie sull’Altipiano della Bainsizza (agosto 1917). Nell’offensiva austriaca del giugno 1918, sul Piave, compreso del suo dovere altissimo verso la Patria in quell’ora suprema, scrisse col sangue dei suoi migliori fanti pagine di gloria imperitura, sostenendo con impeto ed ardori sovrumani, in cinque giorni di lotta furibonda, il formidabile urto delle masse avversarie a Villa Premuda, travolgendole con magnifico slancio a C. Fuma e contenendole eroicamente a C. Ninni; impareggiabile esempio del piu’ fulgido valore e del piu’ alto patriottismo.”
(Boll. Uff. del 5 giugno 1920, disp 47)

MEDAGLIA D’ORO AL V.M.

Alla Bandiera del 48° reggimento fanteria:
“In epiche lotte a San Martino del Carso e sul S. Michele (novembre 1915 – giugno 1916) diede sublimi prove di ardimento, di tenacia e di spirito di sacrificio, riconfermando le sue stesse belle qualita’ guerresche nelle aspre mischie sull’Altipiano della Bainsizza (agosto 1917). Nell’offensiva austriaca del giugno 1918, sul Piave, esempio inarrivabile di valore e di spirito di sacrificio, dopo aver infranto il fromidabile urto nemico a C. Cappellini ed a C. Gasparinetti, riconquistando l’argine di S. Marco, opponeva eroicamente, pur con forze assottigliate dalla lunga e sanguinosa lotta, la sua ultima e decisiva resistenza a S. Pietro Novello, sicuro che la vittoria e la salvezza dell’onore d’Italia riposavano nel suo sacrificio. Il I battaglione circondato nell’ansa di Lampol, dopo aver seminato con poche eroiche mitragliatrici superstiti, per tre giorni, la strage nelle schiere nemiche, si apriva leoninamente un varco (Piave, 15-17 giugno 1918)
(Boll. Uff. del 5 giugno 1920, disp 47)

La Brigata Aosta

Mostrina della Brigata Aosta

Mostrina della Brigata Aosta

Composizione: 5° e 6° (Inquadrati in questo Reggimento combatterono il Soldato Pietro Lotti e il Caporale Rinaldo Peroni) Reggimento Fanteria, appartenenti all’Esercito Permanente.

Costituzione: Il 20 febbraio 1690 si costituisce il Rgt.fucilieri di Sua Altezza Reale. Nel dicembre 1710 incorpora il Rgt.Santa Giulia e dal 16 settembre 1774 assume la denominazione di Rgt. di "Aosta".
Unitamente al Rgt. di "Savoia" e di "Lombardia" forma nel dicembre 1798 la 1° Mezza B.di Linea che viene poi sciolta nel maggio 1799. L'"Aosta" si ricostituisce nel luglio 1814 ed il 1° novembre 1815, prende il nome di B."Aosta".
Dal 4 maggio 1839 assume la denominazione di 5° Rgt. e il 15 ottobre 1871 di 5° Rgt.f."Aosta".
Il 10 giugno 1940 è inquadrato nella Divisione di f."Aosta".
Sciolto nel settembre 1943, a seguito degli eventi bellici, è ricostruito il 20 sett. 1944 con il nome di 5° Rgt. Sicurezza Interna "Aosta".
Nel dopoguerra prende sede in Messina dove resta fino ai nostri giorni. Il 1° ottobre 1975 viene contratto a battaglione. Il 31 agosto 1992 assume il rango di reggimento.
Il reggimento è stato largamente impiegato durante l'operazione "Vespri Siciliani".
Festa del reggimento: 26 novembre, anniversario del combattimento di Col della Berretta (1917).

Sede dei reggimenti in periodo di pace:
5° reggimento Girgenti, 6° reggimento Palermo. Il 5°, che era su due battaglioni, avendone uno in Libia, si mobilita su 3 battaglioni a 3 compagnie ciascuno. Il nuovo battaglione costituito manca di sezione mitragliatrici.

Motto: "Sotto l'impeto d'Aosta sparve il nemico"

Mostrine: riga nera centrale longitudinale su panno rosso

Zone di Impiego
Alto Isonzo, Carnia, Carso, Trentino, Piave, M. Grappa

Ricompense:

MEDAGLIA D’ORO AL V.M.

Alla Bandiera del 5° reggimento fanteria:
“Sostenne, intrepido, un formidabile attacco nemico, riuscendo, in cruentissima lotta, dapprima a trattenere l’invasore e poi a respingerlo. Poco dopo, chiamato improvvisamente in linea, infranse nuovi poderosi attacchi dell’avversario, contribuendo ad arrestarne definitivamente l’offensiva (Col della Berretta 22-26 novembre 1917; Ca’ d’Anna 17 dicembre 1917). – Nella battaglia della riscossa, con irresistibile e con mirabile audacia, conquistava l’ardua vetta di M. Valderoa, riscuotendo l’ammirazione dello stesso nemico. Attaccato sul fronte e a tergo, si difendeva con ferrea tenacia, ricacciando l’avversario (M.Valderoa, 24-28 ottobre 1918). Nel culto sempre vivo delle antiche fiere tradizioni i suoi giovani fanti dimostrarono ognora, con grande sacrifico di sangue, incrollabile tenacia, sublime ardimento ed eroica devozione al dovere.”
(Boll. Uff. anno 1922, disp 68)

MEDAGLIA D’ORO AL V.M.

Alla Bandiera del 6° reggimento fanteria:
“Sostenne, intrepido, un formidabile attacco nemico, riuscendo, in cruentissima lotta, dapprima a trattenere l’invasore e poi a respingerlo (Tezze- Col della Berretta, 22-26 novembre 1927). Nella battaglia della riscossa, con irresistibile impeto e mirabile audacia, conquistavai roccioni di M. Valderoa e con ardito movimento aggirante contribuiva efficacemente alla conquista della vetta. Il saldo contegno e lo spirito aggressivo delle sue truppe validamente concorrevano alla vittoria delle armi d’Italia (M. Valderoa, 24-28 ottobre 1918). Nel culto sempre vivo delle antiche fiere tradizioni i suoi giovani fanti dimostrarono ognora, con grande sacrifico di sangue, incrollabile tenacia, sublime ardimento ed eroica devozione al dovere.”

(Boll. Uff. anno 1922, disp 68)


La Brigata Verona

Mostrina della Brigata Verona

Mostrina della Brigata Verona

Composizione: 85° (Inquadrato in questo Reggimento combatte’ il Soldato Giuseppe Perelli) e 86° Reggimento Fanteria, appartenenti all’Esercito Permanente

Costituzione: L'85° reggimento fanteria si costituisce in Tortona il 1 novembre 1884 e dà vita, con l'86° reggimento, alla Brigata Verona.
Concorre alla prima guerra d'Africa (1887-1888) inviando in Eritrea la 4^ Compagnia con la spedizione del gen. Di San Marzano e, sette anni più tardi, concorre alla formazione dei battaglioni di fanteria d'Africa del Corpo di spedizione nella Guerra italo-abissina (1895-1896).
Di stanza a Trapani, nel 1908 interviene in soccorso alla popolazione di Messina colpita dal terremoto, meritando una Medaglia d'Argento di Benemerenza.
Inquadrato nella Brigata Verona partecipa al 1° conflitto mondiale combattendo alla fronte Giulia e sull'altopiano di Asiago.
Trasferito nel 1937 in Africa Settentrionale, costituisce la Divisione "Sabratha" (60^) in Tripoli con l'86° Fanteria ed il 42° artiglieria, assumendone il nome.
Impegnato da subito nel secondo conflitto mondiale, per effetto delle gravi perdite subite nel gennaio 1941 il reggimento ridotto ad un battaglione viene sciolto. Resta in vita un Reggimento fanteria "Sabratha" che ingloba i resti dei reggimenti della Divisione. Ricostituito il 4 settembre 1941 in Tripolitania, affronta la battaglia di El Alamein dove viene assorbito dalla Divisione "Trento" (102^) il 25 luglio 1942.
Il 1° ottobre 1975 si costituisce a Montorio Veronese l'85° battaglione meccanizzato Verona, che eredita la Bandiera e la tradizione dell'85° Reggimento. Inquadrato nella Brigata "Brescia", ne segue le sorti. Posto in posizione "Quadro" il 30 novembre del 1989, viene sciolto il 30 aprile del 1991.
Ricostituito il 25 settembre del 1991 come 85° Reggimento Fanteria "Verona", dal 1992 assume l'attuale denominazione.
Campagne di Guerra: 1887 (Eritrea)/ 1915-18 (Prima Mondiale) / 1940-42 (Seconda Mondiale)

Motto dell’85° Reggimento: "Fortiter pugnare"
Motto dell’86° Reggimento: "Forte e generoso

Mostrine: doppia rigatura gialla longitudinale su panno nero

Zone di Impiego
S. Michele, Pasubio, Vallarsa, Hermada, Albania (Malakastra, Stulas)

Ricompense:

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.


Alla Bandiera dell’85° regg.fanteria:
“Con esemplare spirito guerresco e di abnegazione e con generosi sacrifici di sangue, conquistò ben munite trincee al S.Michele sul Carso (21 ottobre e 4 novembre 1915) respinse violenti e ripetuti attacchi nemici in Vallarsa e sul Pasubio (maggio-luglio 1916); il I battaglione confermò queste ed altre virtù militari il 7 luglio 1918 nell’attacco delle forti posizioni nemiche di Stulas (Albania).”
(Boll.Uff. del 5 giugno 1920. Disp. 47)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.

Alla Bandiera dell’86° regg.fanteria:
“Con esemplare spirito guerresco e di abnegazione e con generosi sacrifici di sangue, conquistò ben munite trincee al S.Michele sul Carso (21 ottobre e 4 novembre 1915) respinse violenti e ripetuti attacchi nemici in Vallarsa e sul Pasubio (maggio-luglio 1916).”
(Boll. Uff. del 5 gennaio 1917 disp.1)


La Brigata Perugia

Mostrina della Brigata Perugia

Mostrina della Brigata Perugia

Composizione: 129° e 130° (inquadrato in questo Reggimento combatte’ il Soldato Raffaele Perelli) Reggimento Fanteria

Costituzione: costituito nel marzo 1915, partecipa alla I Guerra Mondiale distinguendosi sul Carso e sul Piave Sciolto il 31 gennaio 1920, viene ricostituito il 14 agosto 1941 nella divisione Perugia e pastercipa alla II guerra mondiale in territorio yugoslavo ed albanese; dall’8 al 20 settembre 1944 prende parte alla lotta contro i tedeschi subendo gravi perdite. I pochi superstiti furono catturati e deportati in Germania. Il 1 gennaio 1976 viene ricostituito quale 130° battaglione motorizzato Perugia con sede in Spoleto, inquadrato nella brigata Acqui.
Nel 1991 ridiventa reggimento meccanizzato. Ha, inoltre, partecipato nel 1992 e 1993 all’operazione Vespri Siciliani nel settore di Agrigento

Zone di Impiego
Lucinico, Peteano, Boschini, M. S. Michele, Val d’Assa, M. Lemerle, M. Zebio, Hudi Log, Castagnevizza, Melette di Gallio, M. Castelgomberto, Ponte di Piave

Ricompense:

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.

Alla bandiera del 129 reggimento fanteria
“Con salda disciplina, con ferrea volontà con superba audacia si affermò sulle Rocce Rosse verso Boschini (Basso Isonzo), abbattendo reticolati profondi e conquistando trinceramenti saldamente guerniti e difesi (21 novembre 1915). In tre giorni di aspra e cruenta lotta cooperò a mantenere d a respingere i violenti attacchi di soverchianti forze nemiche, che avevano occupato la sponda destra del Piave (Ponte di Piave, 19-21 giugno 1918). Si distinse per eroica tenacia e spirito di sacrificio nella difesa delle Melette (novembre 1915)”.
(Boll. Uff. anno 1920, disp 47a).


MEDAGLIA D’ARGENTO AL V.M.

Alla bandiera del 130° reggimento fanteria

“Con magnifica audacia ed eroica tenacia, in ripetuti violentissimi attacchi, conquistò e mantenne formidabili trinceramenti nemici, a prezzo di largo e generoso olocausto di sangue (S. Michele del Carso, 13 novembre-2 dicembre 1915). In tre giorni di aspra e cruenta lotta cooperò a contenere e a respingere i violenti attacchi di soverchianti forze nemiche, che avevano occupato la sponda destra del Piave (19-21 giugno 1918)”.
(Boll. Uff. anno 1920, disp. 47a).


17 reggimento Bersaglieri

Mostrina 17 Reggimento Bersaglieri

Mostrina 17 Reggimento Bersaglieri

(Inquadrato in questo Reggimento combatte’ il Soldato Francesco Cicchetti)

Ricompense:

MEDAGLIA D’ORO Al V.M.

Al Labaro del 18° reggimento bersaglieri:
“Con impeto fulmineo si gettava sul nemico, passato sulla destra del Piave, fiaccandone in mischia furibonde la disperata tenacia. Con entusiastico sacrificio di sangue contribuiva alla riconquista del primo lembo della patria invasa, ricongiungendosi nella gloria alle più antiche e fulgide tradizioni dei bersaglieri. (Fagarè, 16-17 novembre 1917; Basso Piave, 22 giugno 1918 – 2 – 6 luglio 1918)”.
(Boll. Uff. anno 1920, disp 47a)

MEDAGLIA D’ARGENTO AL V. M.

Al Labaro del 17° Reggimento bersaglieri:
“Per l’indomita energia, l’ardente valore, l’incrollabile disciplina di cui diede fulgide prove nelle ansiose giornate del dicembre 1917, sbarrando il passo al nemico, e nella impetuosa offensiva, onde nel luglio 1918 fu strappato all’avversario il primo lembo della patria invasa. (Cà Lunga-Piave, 16-17 dicembre 1917; Zona fra le due Piavi, 2-6 luglio 1918)”.
(Boll. Uff. anno 1920, disp 47a)

 
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